Sono stati richiesti, dalla Procura di ragusa, per Veronica Panarello, trent’anni di reclusione, per l’omicidio e per l’occultamento del cadavere del figlio Loris di 8 anni, ritrovato all’interno di un canale, nel mulino vicino l’abitazione della famiglia Stival. “Il movente dell’omicidio sarebbe la presunta relazione tra Veronica Panarello ed il suocero”, ha spiegato la Procura, e Il procuratore Carmelo Petralia ha aggiunto, a conclusione dell’udienza per l’omicidio del piccolo Loris:” questo è un movente credibile, ne prendiamo atto “. Veronica Panarello invece, continua a proclamarsi innocente, e accusa il suocero dell’omicidio del figlio di 8 anni. Lo avrebbe fatto per evitare che il bambino raccontasse ciò che aveva visto al padre Davide Stival, che, nel frattempo, vuole separarsi dalla donna.

La condanna per omicidio ed il movente "poco credibile"

La Procura di Ragusa ha richiesto una condanna di 30 anni per Veronica Panarello, mamma del Piccolo Loris; non vi è ancora un mandato, ma la notizia è stata confermata dai legali presenti durante la causa. Per l’accusa, la versione raccontata dalla donna non è per niente credibile. Sarebbe infatti stata lei a compiere l’omicidio premeditato ed occultare il cadavere del piccolo Loris, di 8 anni, strangolandolo il 29 novembre del 2014 nella sua casa di Santa Croce Camerina.

La psicologa

Il Procuratore Carmelo Petralia, al termine del processo ha spiegato: ”dopo aver avuto gli indizi necessari per ricostruire la vicenda dell'omicidio, e capire chi ha compiuto l'infanticidio del piccolo Loris, il movente è irrilevante”.

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I magistrati hanno definito la donna accusata, ”bugiarda ed egocentrica”, e la psicologa Maria Costanzo, intervenuta nel caso, ha sin dall’inizio affermato:” Veronica Panarello non vedeva Loris come suo figlio; lei non svolgeva il ruolo di genitore ma di amica, e questo rapporto distorto potrebbe essere stato il movente reale dell’omicidio”.

Anche Andrea Stival, suocero di Veronica Panarello, ha partecipato all'udienza; ha lasciato l'aula però mantenendo il silenzio e non rispondendo a nessuna domanda.