Le sue condizioni di Salute si erano aggravate nelle ultime settimane, si è spento nella sua casa di Milano all’età di quasi 91 anni, circondato dalla famiglia e dai figli. L’avevamo conosciuto tutti come oncologo e uomo politico, per circa 20 anni ha ricoperto diversi incarichi politici, fu anche Ministro della Sanità, e fondò l’omonima fondazione Umberto Veronesi a cui diede vita nel 2003.

Veronesi amava raccontarsi partendo sempre da una foto in bianco e nero

Si portava sempre una foto in bianco e nero, per non dimenticare le sue origini umili, di una casa popolare nella provincia industriale di Milano dove viveva insieme ai suoi 3 fratelli maggiori e sua sorella minore, il padre era un contadino della pianura padana, coltivava la terra nella periferia milanese, ben distante dalla Milano da bere.

La perdita prematura del padre all'età di soli 6 anni, portò la madre a fare le domestica nelle case dei ricchi, amava ricordare le sue difficoltà, i 4 o 5 km che doveva percorrere tutte le mattine per andare al Ginnasio, la sua poca propensione giovanile per lo studio, che gli costò ben due bocciature al liceo.

Per poi nascere in lui una voglia di riscattarsi e uscire da quel sistema di povertà che aveva tanto odiato, l’iscrizione alla facoltà di Medicina all’Università Statale di Milano dove si laurea nel 1952. Come ripeteva sempre per lui la vita è stata una scalata faticosa, lunga e dura. Decide subito di dedicarsi alla cura dei tumori che lo portano in Francia e in Inghilterra per approfondire l’argomento, per poi offrirsi come volontario all’Istituto Nazione dei Tumori dove nel 1975 ne diventa Direttore.

Ha fondato nel 1991 l’Istituto Europeo di oncologia IEO dove ne ha ricoperto anche il ruolo di direttore.

Per decenni si è occupato della ricerca, cura e prevenzione del cancro, in particolare carcinoma mammario

Da qui la sua famosa frase "amo troppo le donne per vedere i seni straziati dall'amputazione". Numerose sono le sue battaglie che possiamo ricordare, come la battaglia per l’eutanasia, la sua convinta laicità dello stato e della scienza, la battaglia contro il fumo, la sua battaglia contro lo sciopero dei medici che lo portò nel mirino delle Brigate Rosse e le successive minacce di morte, la sua battaglia contro il consumo della carne da vegetariano convinto.

La sua discussa lotta per il nucleare che ha sempre ritenuto una delle energie tuttora più sicure, dove fece scalpore la sua frase sullo smaltimento delle scorie nucleari di ultima generazione "io le metterei tranquillamente sotto il mio letto” e la convinzione nell’utilizzo degli inceneritori che gli costò il soprannome di Cancronesi da parte di Beppe Grillo.

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