Il conduttore Nicola Porro riesce a tarda notte a mettersi in contatto con il pugile Vincenzo Mangiacapre che si è trovato purtroppo convolto con tutta la squadra italiana nel luogo dell’attenta a Londra precisamente a Westminster

Ascoltiamo cosa ha raccontato al conduttore di Matrix:

“Ci trovavamo a Londra per il torneo dell'Italia Thunder, e siamo stati invitati dalla a Westminster, all’uscita abbiamo iniziato a sentire dei rumori e abbiamo visto un Suw nero che faceva cadere le persone come birilli, poi il suw si è schiantato ad una trentina di metri da noi, dal suw è sceso un uomo vestito tutto di nero, aveva due coltelli uno per mano ed ha iniziato ad accoltellare tutte le persone che aveva davanti, senza motivo, l’attentatore era ad una ventina di metri da noi quando il poliziotto che ci ha scortato all’esterno di Westminster ha realizzato la scena, purtroppo non era armato ma lo stesso è corso verso l’attentatore per cercare di fermarlo, ma il terrorista l’ha iniziato a pugnalare, gli ha dato prima una pugnalata in pancia e una volta che si è accasciato una ventina di pugnalate dietro la schiena, vi giuro sembrava che suonava un tamburo, pugnalava senza pietà".

"Noi eravamo i prossimi"

"Noi eravamo i prossimi, l’attentatore ci ha guardato aveva gli occhi aperti, sbarrati sembrava drogato, si stava avvicinando era all’incirca da noi meno di 10 metri, quando abbiamo sentito una persona che urlava alt, ma l’attentatore non si è fermato allora il poliziotto in borghese ha esploso un primo colpo colpendolo sulla gamba sinistra, ma lui niente, infine il poliziotto gli ha sparato 2 volte sull’addome, solo a quel punto il terrorista si è accasciato a terra, ma subito dopo si è rialzato ha fatto 2 passi guardandoci ma questa volta si è accasciato a terra senza più alzarsi.

Io sono rimasto tutto il tempo pietrificato, non riuscivo a muovermi, mi sembrava tutto surreale mai visto una cosa del genere, mai visto un uomo con quello sguardo e quella determinazione.

Subito dopo siamo stati scortati da 4 poliziotti di nuovo dentro Westminster, ci hanno chiesto come ci sentivamo, ci hanno dato da bere dell’acqua e poi uno alla volta siamo stati interrogati per più di 6 ore, poi finalmente ci hanno riaccompagnato in hotel".

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