Laura Taroni, 40 anni, e Leonardo Cazzaniga, 60 anni, sono stati arrestati a Saronno con l'accusa di aver ucciso il marito di lei nel giugno 2013, quando era ricoverato nell'ospedale di Saronno. Lei infermiera, lui medico anestesista nello stesso nosocomio. Per il medico anche l'accusa di omicidio per 4 sospetti decessi di anziani, per i quali è statafatale la somministrazione di dosi eccessive di alcuni farmaci, non inerenti il piano terapeutico dei pazienti, come dimostrato dai risultati delle indagini.

Quattro omicidi, tra febbraio 2012 e aprile 2013

Cazzaniga, secondo le risultanze del Nucleo investigativo di Varese, è responsabile unico di quattro omcidi avvenuti nello stesso ospedale, tra il febbraio 2012 e l'aprile 2013. Mesi di somministrazioni anomale di farmaci non prescritti, in varie occasioni sino all'esito mortale, a pazienti anziani passati tutti per quel pronto soccorso. La polizia tributaria che ha affiancato il lavoro degli inquirenti, ha stabilito che non può ritenersi sussistente alcun movente di tipo economico.

Tra le terapie endovenose, somministrate in dosi massicce e in rapida successione, sono presenti sostanze quali morfina, clorpromazina, midazolam, propofol e promazina.

Il piano degli amanti killer

Nel giugno 2013 un altro caso sospetto. Un uomo deceduto in circostanze altrettanto sospette, con l'aggravante del suo status: era il marito dell'infermiera Taroni, da tempo legata sentimentalmente al Cazzaniga in un rapporto adultero.

"Amanti killer", li definiscono alcuni che erano a conoscenza della loro relazione. A uccidere il marito della Taroni, sarebbe stato un mix letale di farmaci che avrebbero indebolito l'organismo sino al decesso.

Inchiesta partita nel 2014

L'inchiesta della Procura di Varese è partita nel 014 su segnalazione di un'infermiera, che aveva notato qualcosa di sospetto in quel reparto. In seguito ai necessari accertamenti patrimoniali, volti a escludere un possibile movente di natura economica, come reos noto, alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno cristallizzato la responsabilità dell'anestesista in merito ai 4 casi sospetti.

Per altrettanti decessi sono ancora in corso gli accertamenti, per ora non è emerso alcun nesso tra terapie somministrate e morte.

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