Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, diventato famoso per aver previsto anche se inascoltato il Terremoto dell’Aquila del 4 aprile 2009, oggi è di nuovo tornato pubblicando un post sul suo profilo Facebook con un’altra delle sue catastrofiche previsioni. Il suo post in meno di 2 ore è stato condiviso più di 3000 volte, con quasi 4000 mi piace, e quasi 600 commenti.

Giampaolo Giuliani ha scritto: “Buona sera. 06/11/16. Dalle 2 stazioni di Ripa Fagnano e Coppito si osservano rapidi incrementi anomali sul trend dei flussi di Radon.

Possibili rilasci di eventi sismici oltre la soglia tra il 4° e 5° grado Richter, sono previsti ulteriori incrementi nelle prossime ore". Un post con certe previsioni è procurato allarme? Oppure come una probabile previsione?

Sicuramente questa previsione, viene fatta e divulgata da un tecnico con un Curriculum-Vitae di tutto rispetto, è un ex tecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Torino e all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Durante la sua lunga esperienza in questo campo, ha sviluppato una sua teoria, teoria che però non è stata riconosciuta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Su cosa si basa la teoria di Giampaolo Giuliani?

Giuliani ritiene che i terremoti si possono prevedere con un certo anticipo, monitorando le concentrazioni di un gas chiamato Radon. Questo gas si trova nel sottosuolo terrestre ed è un gas radioattivo "naturale", che secondo dei principi atmosferici e ambientali aumenta la sua concentrazione in un determinato punto, e solo dopo poche ore si sprigiona un’energia che dà vita al terremoto.

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Ripeto: la teoria Giuliani non è una teoria riconosciuta dalla comunità scientifica mondiale che sostiene il contrario, l’assoluta imprevedibilità di un terremoto, almeno per la scienza e le tecniche fino ad ora conosciute.