Leonardo Cazzaniga, medico anestesista di 60 anni è stato arrestato, insieme all'infermiera di 40 anni Laura Taroni, con l'accusa di aver ucciso cinque persone, tra cui il marito di lei. Al marito della donna complice assassina, sarebbe stato fatto credere di essere diabetico e sarebbe stato ucciso con farmaci inutili. Il capo di imputazione a carico dei due medici parla di una dose massiccia di farmaci letali iniettati in endovena alle vittime: clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina. Ai pazienti sarebbero state somministrate dosi letali di farmaci, accompagnandoli fino alla morte, in gravi condizioni di debilitazione. L'inchiesta è nata nel giugno 2014 dopo la denuncia da parte di un'infermiera.

Le indagini si sono basate su intercettazioni telefoniche che hanno incastrato i due presunti malviventi.

Le parole utilizzate dai presunti assassini lasciano trapelare un mondo torbido fatto di crimini e violenze. Indubbiamente, è un mondo fatto di paranoia quello utilizzato dai due assassini. Il medico si riferiva ad un proprio "protocollo" per il trattamento dei malati terminali. Le indagini coinvolgono altre dieci persone responsabili di non aver effettuato i controlli e le verifiche. A Saronno, in provincia di Varese, sarebbe dunque andato in scena l'ospedale della morte. La procura di Busto Arsizio sta ora effettuando le indagini, disponendo consulenze medico-legali.

All'epoca dei fatti il medico lavorava nello stesso Pronto Soccorso dell'infermiera, poi trasferita ad un altro reparto, con dosi sovraccariche di farmaci sarebbero state eseguite cinque morti sospette.

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Le indagini hanno riguardato perquisizioni negli ospedali di Angera, Saronno e Busto Arsizio. Si apre dunque uno spaccato inquietante di malasanità sull'ospedale di Saronno, figlio indubbiamente di un ambiente malato che va sanato, se non debellato. Nelle intercettazioni telefoniche la donna si sarebbe detta disposta ad uccidere anche i bambini, i propri figli. Siamo nell'ambito di menti malate e criminali.