Novità sull'inchiesta di Anis Amri, il terrorista responsabile della strage di Natale a Berlino poi ucciso, dalla Polizia di Stato italiana, in un conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni. Nove giorni dopo, la polizia locale tedesca ha arrestato nella capitale un tunisino ritenuto un contatto del terrorista. Il suo numero di telefono era memorizzato sul cellulare smarrito dall'attentatore durante l'attacco successivamente ritrovato nelle vicinanze del tir che ha provocato la morte di 12 persone.

Italia

I magistrati della procura di Roma hanno disposto tre perquisizioni, due delle quali in abitazioni ad Aprilia, per individuare indizi su eventuali aiutanti del terrorista.

Secondo quanto accertato dal pm Francesco Scavo, il terrorista avrebbe soggiornato, lo scorso anno, per qualche settimana nell'appartamento di un connazionale ad Aprilia, in provincia di Latina, ad una quarantina di chilometri da Roma.

Nelle stesse case potrebbero ancora risiedere alcune persone che hanno avuto rapporti con il terrorista tunisino. L'ipotesi degli investigatori, quindi, è che fosse proprio il centro-sud italia la destinazione di Amri.

Le perquisizioni sono state disposte dal pm Scavo che sta lavorando in piena intesa, con scambio di informazioni, con il collega milanese Alberto Nobili.

Anis Amri

Sbarcato nel 2011 a Lampedusa, il tunisino finisce, lo stesso anno, in carcere nel mese di ottobre, dopo aver applicato il fuoco, insieme ad altri 4 immigrati, nel centro di accoglienza di Belpasso nel catanese.

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Nei 4 anni di detenzione colleziona ben 12 procedure disciplinari a causa della violenza, comportamenti aggressivi, poco religiosi ed ad un certo punto inclini a comportamenti sospetti, simili a quelli di un soggetto che medita un percorso di radicalizzazione.

Pertanto si stanno passando al setaccio i nomi e le case dei suoi compagni di cella, ne ha cambiati molti, visto il soggetto turbolento.

Dopo il carcere

Uscito dal carcere l'Italia prova ad espellerlo ma la Tunisia respinge le richieste italiane; scaduti i termini per trattenerlo, viene emesso un decreto di allontanamento dal territorio nazionale, contemporaneamente l'Italia segnala ai paesi europei inseriti nella banca dati Schengen che Amri è una persona non gradita e inammissibile sul territorio europeo.

La Germania nel dicembre 2015 rintraccia il tunisino sul territorio e rileva che ha contatti con ambienti radicalizzati.

Fino a febbraio 2016, Italia e Germania restano in contatto con scambio di informazioni date dall'Italia agli investigatori tedeschi.