Secondo un comunicato della polizia, circa 500 migranti sono riusciti a superare questa mattina la recinzione che segna il confine tra il Marocco e il confine spagnolo. Le barriere sono costituite da due imponenti recinzioni, ognuna di esse alta tre metri, e una rete di cavi di acciaio che rendono arduo l'accesso. Ciononostante, la forza della disperazione ha avuto la meglio e gli immigrati hanno oltrepassato in massa il confine.

Già il 9 dicembre dello scorso anno 400 migranti erano stati in grado di penetrare clandestinamente nel territorio di Ceuta.

Successivamente, il giorno di Capodanno più di un migliaio di persone avevano cercato di superare la recinzione ma erano stati respinti dalle forze di sicurezza.

L'appello delle organizzazioni umanitarie

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono costantemente alle Nazioni Unite e all'Unione europea di fare pressioni sulla Spagna affinché consenta ai rifugiati almeno di depositare la propria domanda d'asilo.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), circa 18.000 rifugiati sono arrivati ​​in Spagna lo scorso anno.

Le Barriere di Ceuta e Melilla sono due distinte barriere fisiche di confine tra il Marocco e le città autonome spagnole di Ceuta e Melilla che distano fra loro, in linea d'aria, 225 km. Il prezzo, di 30 milioni di euro, è stato pagato dalla Comunità Europea. Lo scopo è quello di ostacolare e di impedire l'immigrazione illegale e il contrabbando.

Progettate e costruite per volontà del governo iberico alla fine degli anni '90, le recinzioni sono avvolte da un fitto filo spinato.

Al momento, si sta lavorando per eseguire un ulteriore innalzamento della barriera, che la porterà fino a 6 metri di altezza, con il consenso dell'agenzia europea Frontex.

Nel settembre 2005 un massiccio tentativo di migrazione verso l'Europa fu sedato dalla polizia marocchina a colpi d'arma da fuoco provocando molti morti benché il Marocco si sia sempre opposto alla costruzione della barriera, in quanto considera Ceuta parte integrante del proprio territorio occupato (motivo per il quale, dal 1975 ne chiese l'annessione).

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