E' di queste ultime ore l'agghiacciante notizia della scoperta di una fossa comune nei giardini dell'orfanotrofio di Tuam, nella contea di Galway, in irlanda. Una fossa comune in cui venivano, secondo le prime ricostruzioni, gettati i figli di donne non sposate. I resti parlano di bambini da poche settimane di vita fino a tre anni di età spariti, a quanto si è appreso, in un arco di tempo che va dal 1925 al 1961.

La scoperta si deve a Catherine Corless, una madre coraggiosa che ha portato alla luce la drammatica vicenda, lottando praticamente da sola.

Catherine ricordava molto chiaramente tanti bambini, e li ricordava mal vestiti con ai piedi zoccoli di legno quando, mestamente, uscivano da quell'istituto per recarsi presso la locale scuola. Quel ricordo di tanta mestizia non l'ha mai abbandonata, al punto da farle decidere di volere investigare a fondo sulla questione. Ma già negli anni 70 si erano verificati episodi inquietanti tra la verde erba di quei giardini accanto all'orfanotrofio, quando alcuni ragazzini giocando avevano inciampato in un mucchio di ossa. L'episodio però era caduto nel vuoto. Probabilmente neanche la stessa Corless immaginava cosa sarebbe venuto fuori dalle sue ricerche di "storica dilettante": la donna infatti si era incuriosita rispetto a delle morti strane di tantissimi bambini, alcune delle quali sopraggiunte per cause banali.

Ma la Corless pensava di portare alla luce una storia di maltrattamento e di scarsa cura nei confronti dei piccoli ospiti dell'istituto religioso gestito dalle Suore Cattoliche in quella che era chiamata, grottescamente, Casa del Buon Soccorso..Ma l'entità di quanto invece sarebbe venuto alla luce era inimmaginabile persino a Catherine che, comunque, negli anni è andata spesso a sbattere contro muri di gomma di indifferenza o di incredulità rispetto alle sue ipotesi.

Fino a che, nel 2014, la notizia è arrivata alle orecchie di un giornalista di Dublino, tramite un parente di uno dei bambini morti misteriosamente e che a sua volta stava cercando di far luce su quella morte ambigua. E così il giornalista, dalle colonne dell' Irish Times, ha portato alla luce la vicenda, dando di fatto l'input alle indagini il cui risultato sono i resti di 810 piccoli sfortunati, rei di essere figli di donne non coniugate in un'Irlanda cattolica ed intollerante.

La memoria

Oggi una stele in memoria di quei poveri bambini campeggia sulle mura esterne di quel luogo di dolore e di emarginazione, in cui donne e ragazze madri venivano maltrattate, isolate ed infine private dei loro figli, visti come "frutto del peccato". Una storia triste che macchia il bellissimo volto di una terra incantevole come l'Irlanda e che parla di un rigore cattolico per fortuna ormai soltanto consegnato alla memoria.