È stato un caso venuto alla luce sul finire dell'anno 2016 e che ha fatto molto scalpore all'interno della città di Crotone. Si tratta del caso legato ai maltrattamenti subiti da alcuni ragazzi da parte di una insegnante, impiegata all'interno dell'Istituto comprensivo materno, "Maria Grazia Cutuli". L'operazione nata dopo alcune segnalazioni avvenute da parte dei genitori dopo i racconti formulati dai ragazzi al ritorno a casa aveva fatto insospettire gli agenti della Polizia di Stato che avevano dato vita ad una operazione con il posizionamento di telecamere nascoste durante le ore di svolgimento delle attività educative mediante le quali erano emersi fatti gravi che avevano portato alla sospensione della docente dall'istituto.
Revoca della sospensione
A seguito delle indagini e del preventivo allontanamento giunto a causa di violenze fisiche e psicologiche perpetrate ai danni dei ragazzi all'interno delle aule dell'istituto, il Giudice del Tribunale di Crotone ha ora provveduto a revocare tale provvedimento. L'insegnante che era stata messa alla gogna mediatica sopratutto attraverso alcuni post e foto apparse sui social network sembrerebbe non essere più intenzionata a proseguire l'attività di docente.
Il caso aveva fatto molto scalpore tanto da richiedere da più parti la presenza di telecamere all'interno delle classi per riuscire a tenere a bada il diffondersi del fenomeno legato alle violenze subite dai giovani ragazzi. Una proposta avanzata anche a livello nazionale da alcuni esponenti politici per la quale però allo stato attuale non sembrano essere emerse novità.
A seguito dei fatti molti ragazzi avevano a più riprese manifestato la volontà di non prendere più parte alle attività ricreative, facendo pressione sui genitori affinchè potessero rimanere a casa, forse per paura di ripercursioni nei loro confronti una volta entrati all'interno delle classi, memori dei fatti di violenza ai quali erano stati sottoposti. Tutto sembra essere però tornato alla normalità, nessun altro caso di violenza è stato segnalato a seguito delle indagini e dei provvedimenti approntati dagli uomini della Polizia di Stato, che hanno a più riprese formulato la richiesta a ragazzi e genitori affinchè futuri casi possano essere segnalati con tempestività in modo da tutelarsi da eventuali nuovi tentativi di pressione psicologica o di violenza fisica.