Siamo nel parco Bissuola di Mestre, nota località del comune di Venezia, e qui giovedì scorso, 13 aprile, intorno alle 17 un giovane è stato picchiato violentemente da almeno cinque soggetti, che poi l'hanno buttato a terra e hanno gettato la sua carrozzina nel laghetto. Diverse persone hanno allertato telefonicamente il 113 per segnalare la brutale aggressione nei confronti di questo disabile, chiaramente impossibilitato a sfuggire a quello che sembrava a tutti gli effetti essere una specie di regolamento di conti.

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Una volta che la polizia è giunta sul luogo del crimine, ha trovato il ragazzo ancora visibilmente sconvolto. La vittima è stata quindi immediatamente portata al pronto soccorso perché venissero effettuati tutti gli accertamenti necessari a verificare le sue condizioni. Quando è stato interrogato, il giovane ha dichiarato di non conoscere coloro che l'avevano aggredito e neppure le ragioni di questa azione che sarebbe avvenuta a freddo.

La svolta nelle indagini a seguito dell'identificazione della vittima

Quando però è avvenuta l'identificazione della vittima del violento attacco, le indagini sono arrivate ad una prima svolta.

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L'aggredito, serbo di 29 anni, risulterebbe lo stesso soggetto che, più o meno 4 ore prima rispetto a quanto accaduto nel parco, si sarebbe presentato con la propria carrozzina a villa querini, sede dei servizi sociali, e avrebbe cosparso l'ingresso della struttura con della benzina, minacciando di appiccare il fuoco qualora non fosse stato ascoltato e tentando di danneggiare le automobili di alcuni dipendenti che si trovavano in sosta nei dintorni.

Nel momento in cui le forze dell'ordine sono giunte sul posto, lui si era già dileguato e quindi non è stato fermato. Sembrerebbe che non sia il primo caso di grattacapi causati dall'uomo, che già in passato ha portato gli operatori dei servizi sociali a doversi rivolgere a polizia e carabinieri e che anche secondo l'assessore Simone Venturini ha già manifestato atteggiamenti violenti. Se si tratti di una vendetta correlata all'ultima intemperanza oppure no, è ancora da accertare da parte delle autorità.

Ciò non toglie, però, che quanto è successo, a prescindere dal movente, sia assolutamente ingiustificabile e rappresenti una totale sconfitta per la nostra società, che sempre più spesso fa della violenza ai danni di chiunque il proprio pane quotidiano.

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