Sarebbe il sesto test nucleare del governo di Pyongyang quello prospettato per il fine settimana secondo le informazioni riportate dall'intelligence americana, ma questa volta potrebbe non passare del tutto inosservato arrivando a generare un conflitto tra le due potenze. Gli Stati Uniti sono pronti a lanciare un raid contro la Corea del Nord quando si avrà la certezza che Pyongyang stia preparando, o abbia già effettuato, l'ennesimo test nucleare. Ad affermarlo l'emittente americana Nbc che ha citato le fonti dei servizi segreti. Sono mesi ormai che gli States osservano pacatamente le mosse del governo dittatoriale, inviando deboli segnali di avvertimento che ora potrebbero convertirsi in un attacco missilistico intimidatorio.

Gli analisti credono che il sesto ordigno verrà innescato proprio domani, 15 Aprile, data simbolo per Kim Jong-un, 105° anniversario della nascita del nonno e fondatore della dinastia Kim.

L'ennesima puntata dello scontro Washington-Pyongyang racconta di una mancata intesa verbale tra le due potenze militari e suggerisce un tragico epilogo. Quando due popolazioni parlano lingue differenti, è necessario trovarne un'altra in grado di mediare tra le parti, perché condivisa e più universalmente conosciuta: la guerra. Donald Trump fa sapere che non appena avrà la certezza che Kim Jong-un stia effettivamente allestendo un ennesimo piano di sperimentazione nucleare, passerà alle maniere forti, lanciando su Pyongyang un raid preventivo caricato con armi convenzionali.

Alla notizia che è stata diffusa dalla Nbc non ha fatto seguito alcun retroscena o commento in merito (neanche di smentita ovviamente) da parte del Pentagono. Chi tace acconsente. O forse il tempo delle parole è giunto definitivamente al termine. Gli Usa hanno già sfoderato parte della loro artiglieria. Le indiscrezioni riferiscono del recente invio di una squadra navale d'attacco guidata dalla portaerei a propulsione nucleare Carl Vinson, e del posizionamento di due cacciatorpediniere con missili Tomahawk appostati non lontano dalla Corea del Nord. Come supplemento, poi, bombardieri pesanti Usa B-52 e B-2 Spirith/Stelth (invisibili ai radar) si preparano nella base aerea di Guam. L'obiettivo è anticipare il lancio dell'ordigno nucleare, così che le unità disposte possano abbatterlo durante il volo inviando alla Corea del Nord l'intimidazione e un pragmatico avvertimento di non violare ulteriormente le sanzioni Onu.

L'atmosfera è in fibrillazione e a dimostrarlo è proprio l'intervento della Cina, che per la prima volta prende parte attiva alla situazione. Secondo il ministero degli esteri cinese si sta creando ''un'atmosfera potenzialmente pericolosa''. In una conferenza stampa a Pechino, Wang Yi ha esortato alla riflessione, ad una ''pausa nelle provocazioni e nelle minacce, o qualsiasi atto che possa alzare le tensioni''. Ha poi aggiunto che ''in un'eventuale guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord non ci sarebbero vincitori''. Nelle stesse ore in cui la Cina esorta con ogni mezzo mediatico alla pace e alla riflessione, l'agenzia ufficiale nordcoreana Kcna comunica che Kim Jong-un ha ispezionato minuziosamente i reparti delle forze speciali di marina, esercito e aviazione.

A gettar fiamme sul combustibile delle polemiche è stato anche il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol attraverso un'intervista all'Associated Press: ''Le manovre militari degli Usa sono spericolate'', sottolineando che ''Pyongyang ha un potente deterrente nucleare e il prossimo test verrà condotto quando il governo lo riterrà più opportuno''. Il politico ha poi concluso virilmente: ''Di fronte ad un attacco preventivo degli Stati Uniti, non rimarremo con le braccia incrociate''.