La Giornata si è celebrata il 17 maggio ad Ascoli Piceno presso la Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani, nell'ambito del progetto '50 sfumature di genere' cui hanno aderito 25 associazioni del territorio tra cui AGedO (mamme e papà di figli LGBT), educative (AIED), studenti e sindacati (CGIL), UAAR, col patrocinio di ben 9 enti istituzionali.

Voci autorevoli (scientifiche, religiose e del volontariato) e testimonianze commoventi come l'amore 'eroico' tra Bruno e Orlando, coppia che resiste da ben 53 anni e unita civilmente lo scorso anno, hanno arricchito una platea attenta e variegata: giovani e adulti, genitori e figli, famiglie etero e omosessuali.

Successo di pubblico che supera le aspettative e il numero degli incontri precedenti: circa 100 persone. Ecco qui un report sull'iniziativa.

Tutto ha inizio con una piccola nota di speranza. L'ingresso di Palazzo dei Capitani è allestito da foto di coppie innamorate, cuori e palloncini coi colori dell'arcobaleno: un bambino incuriosito si avvicina all'ingresso e chiede cosa sta accadendo, deve esserci una grande festa, si accorge che è caduto un cuoricino, lo prende da terra e lo riporta in mano agli organizzatori, il cuoricino contiene la foto di due ragazzi ma da parte sua non c'è alcun pregiudizio, sorride insieme alla mamma quando gli viene spiegato che è la festa di tutti gli amori, etero o gay che siano, non importa il loro sesso.

Gli adulti di domani saranno meglio degli adulti di oggi?

L'incontro dal titolo Chi ha paura degli amori? ha inizio col video della campagna 'Equal Love' a cura della rete Chegender: donne e uomini di ogni orientamento sessuale fotografati con un cuore rosso e un uguale disegnato sulla mano. Segue il video di Same Love, canzone del rapper americano Macklemore a sostegno dei matrimoni egualitari, dedicata alla storia di un ragazzo gay che dopo tante difficoltà può sposarsi col suo compagno.

Saluti istituzionali.

Meri Marziali, presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Marche: felice di questa iniziativa ricorda che la parità riguarda tutte le differenze non solo quelle tra uomo e donna.

È importante tornare a fare informazione soprattutto nelle scuole, sfatare i miti degli ultimi anni causati da una campagna di terrore e disinformazione.

Luca Pierucci, presidente dell'Ordine degli Psicologi delle Marche, è orgoglioso di dirigere uno dei primi ordini che hanno preso posizione scientifica chiara contro la disinformazione su una presunta 'ideologia del gender' che non esiste. Esiste solo l'urgenza di un grande lavoro educativo, a partire dalle scuole, per la salute psicofisica di ogni cittadina e cittadino.

Modera l'incontro Andrea Maccarrone, attivista romano LGBT: ricorda che la Giornata contro l' omofobia commemora il giorno in cui nel 1990 è avvenuta la cancellazione definitiva dell'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali (DSM IV), ed elogia la presenza dell'Ordine degli Psicologi perché rappresenta in modo esemplare il cambiamento positivo degli ultimi decenni. Nonostante ciò l'omofobia rimane una questione molto seria sia in Italia, dove è stato fatto un importante passo avanti (unioni civili) ma c'è ancora tanto da fare verso il riconoscimento pieno (matrimonio egualitario), soprattutto nel mondo del lavoro e contro il bullismo nelle scuole, sia in tanti paesi del mondo dove la popolazione LGBT subisce persecuzioni e violenze, ultimo grave caso in Cecenia.

Un video presenta i nuovi fratelli e sorelle immigrate in Italia, molti fuggiti dal proprio paese di origine a causa del proprio orientamento sessuale.

L'incontro è stato suddiviso in due parti: quella teologica e quella scientifica

Introduce la prima parte Greetje Van Der Veer, pastora evangelica metodista: desidera sfatare il mito sulle religioni automaticamente nemiche di scienza e modernità, a partire dalle donne che nelle prima comunità cristiane avevano ruoli di primissimo piano. Anche riguardo l'omosessualità, il testo biblico, se interpretato correttamente, non ne contiene alcuna condanna, ad es.

il famoso peccato degli abitanti di Sodoma non riguardò la sessualità ma la mancanza di ospitalità. Invita a partecipare alle veglie contro l'omofobia che si svolgono da anni in tutta Italia nelle chiese protestanti, quest'anno con il versetto della lettera ai Romani: 'Benedite e non maledite'. Chiese valdesi e metodiste sono le prime ad aver aperto le porte agli omosessuali da decenni. Per la prima volta quest'anno anche diverse comunità cattoliche partecipano alle veglie sulla scia del nuovo corso di papa Francesco e della sua frase 'Chi sono io per giudicare?'.

Selene Zorzi, teologa cattolica e docente di Patrologia presso l'Istituto teologico marchigiano, autrice del libro Il genere di Dio, ricorda che studiando i testi biblici Dio non ha sesso e quel che conta è solo la qualità delle relazioni affettive umane, non la loro sessualità. Anche lei afferma che non esiste alcuna condanna esplicita dell'omosessualità sulla Parola di Dio ma le presunte condanne sono solo immagini prestate per la gente dell'epoca. Afferma che l'ideologia del gender è una bufala dei fondamentalisti, ma il mondo cattolico è molto variegato al suo interno. Ha evidenziato i mutamenti teologici della Chiesa cattolica, se pure a piccoli passi e tra tante ambiguità: oggi ad es.

nell'enciclica Amoris Letitiae si distingue tra sesso e genere, impensabile fino a qualche decennio fa. La differenza secondo lei non è tra credenti e non credenti ma tra persone che pensano e quelle che non pensano.

Don Alessandro Santoro, della Comunità delle Piagge di Firenze, noto come prete di frontiera che si dedica all'accoglienza degli ultimi, non vuole addentrarsi nella Bibbia da cui si può trarre tutto e il suo contrario ma anche lui afferma che è ora di finirla col concetto astratto di famiglia perché quel che conta non è il sesso dei suoi componenti ma solo la loro piena dignità e felicità.

Afferma di essersi 'convertito' cioè trasformato nell'incontro reale con le persone sulla strada, come Gesù nei Vangeli, ognuna con il bisogno di esprimere la propria personalità e realizzare pienamente la propria vita, e parafrasando la Zorzi sostiene che la differenza, più che tra pensare e non pensare, è tra vivere e non vivere. Usando un linguaggio teologico sostiene che bisogna parlare con parrhesia: con la chiarezza di chi non chiede più di essere accompagnato e accolto come un poverino da compatire ma solo piena uguaglianza.

Dopo la spiritualità ci si addentra nella parte scientifica

La dottoressa Serena Peroni, psicologa e psicoterapeuta, relaziona su identità di genere e orientamento sessuale, omofobia interiorizzata nei rapporti familiari, minority stress e bullismo.

Tiene presente come l'omofobia e la transfobia colpiscono spesso anche eterosessuali definiti volgarmente soltanto perché non seguono il proprio ruolo di genere(uomini che fanno mestieri 'da donna' o donne che fanno mestieri 'da uomo'). A supporto di questa tesi recenti autorevoli studi scientifici, anche semplici come il cosiddetto esperimento nascondino di Mark Blechner (2009) che propose a un campione di eterosessuali di nascondere la propria vita di coppia ad amici e parenti per almeno un mese: questo campione considerò l'esperienza molto destabilizzante. Si immagina quanto possa essere nocivo alla salute per molte persone gay, lesbiche e bisessuali essere costretti a nascondere la propria affettività non per un mese ma per un anno e a volte per una vita intera.

Interagisce la scrittrice ascolana Roberta Tamiso, autrice di Lucrecia, romanzo di successo che racconta la transizione di un ragazzo che diventerà una ragazza, vittima di bullismo nel suo paese di provincia quando era giovanissimo e avvertiva già la sua vera identità di genere. È una storia di fantasia ma molto vicina alla realtà di tante persone transessuali che solo dopo un faticoso percorso riescono a ritrovare la serenità cambiando città e allontanandosi dal proprio paese di origine.

Interviene Claudia Santoni, dell'Osservatorio di Genere, associazione impegnata nel campo educativo: afferma che a causa della bufala del gender non riesce più a tornare nelle scuole dal 2015.

Censura vergognosa da rimuovere al più presto con l'introduzione dell'educazione alla parità di genere con la recente riforma scolastica, grazie all'impegno di Educare alle differenze, rete nazionale di educatori e insegnanti di cui anche l'OdG è membro. Introduce il discorso sull'uso corretto della lingua italiana essenziale nella lotta al bullismo e alle discriminazioni perché la prima di esse passa proprio attraverso il linguaggio sessista e omofobo, con dinamiche del tutto simili al linguaggio razzista, appreso sin dall'infanzia dai propri genitori. Perché se è vero che omosessuali si nasce ma non si diventa, invece omofobi o razzisti non si nasce ma si diventa attraverso fattori culturali.

Santoni afferma tuttavia che oggi esiste una omofobia molto più subdola e nascosta, non basata sull'avversione violenta ed esplicita, ma su una falsa benevolenza che riconosce l'individuo solo a metà e nega piena dignità. Ad es. chi afferma di 'non avere nulla contro i gay ma l'importante è che rimangono a casa loro'.

Elisa Frare, giornalista di Bufale.net, approfondisce il cyberbullismo e il linguaggio che incita all'odio nei social (hate speech), facendo l'esempio della parola 'cagna' spesso minimizzata come una semplice burla divertente, ma in realtà diventa spesso un vero incitamento alla violenza contro le donne.

Inoltre a differenza degli uomini gay che subiscono un lungo elenco di volgarità, ciò non avviene per le donne omosessuali: come possibile offesa omofobica viene utilizzata direttamente la parola lesbica di per sé neutra, ma che in diverse circostanze assume significato denigratorio nei confronti delle donne che rifiutano il ruolo di moglie e madre imposto dalla società patriarcale. Frare informa che gli autori delle bufale violente in rete lo fanno soprattutto per lucro economico, ingannando con la truffa migliaia di persone senza alcun rispetto del Codice deontologico dei giornalisti, perciò invita in particolare i giovani a mantenere gli occhi aperti di fronte alle condivisioni sui social network.

Conclude l'incontro la testimonianza di Bruno e Orlando

Hanno lavorato in Germania per poi tornare in Italia: hanno sofferto tanto, dicono di averne passate di cotte e di crude, ma finalmente lo scorso anno hanno potuto coronare il sogno delle loro nozze. Una grande festa insieme ai loro concittadini dai quali hanno ricevuto la cittadinanza onoraria e le scuse per le discriminazioni subite. Strumentalizzazioni dei media a parte che parlano di flop come se i diritti fossero questione di mercato, ma la legge Cirinnà è una conquista di civiltà che ha restituito serenità, diritti e tutele sociali a migliaia di coppie che ne erano prive. Conquista che alcuni omofobi vorrebbero cancellare.

Grande soddisfazione di tante volontarie e volontari

"Abbiamo portato in città scienza, cultura e anche tanto turismo, senza alcun fondo pubblico" dicono. Rammarico per l'assenza del Comune, unico ente che ha fatto mancare il proprio patrocinio e che perde così un'occasione per rilanciare un territorio non privo di problemi. Ascoli Piceno è una città molto difficile, definita 'fantasma' dalla giornalista Concita De Gregorio alla recente trasmissione FuoriRoma. Eppure perfino in questa realtà si riesce a fare qualche passo avanti, nonostante l'indifferenza di tanti e l'ostilità di integralisti cattolici. Seguirà a giugno, in onore del mese dei Pride, la conferenza stampa conclusiva.

Foto di gruppo finale degli organizzatori sui gradini del magnifico Palazzo dei Capitani, insieme a Bruno e Orlando con in mano un eloquente manifesto che dice: l'amore vince sempre sull'odio.

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