Oramai da 11 anni, il 17 maggio è riconosciuta dall'Unione Europea come la Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Quest'anno, come già accaduto negli anni precedenti, molti vertici governativi e religiosi, nazionali e internazionali, hanno detto la propria, cercano di spingere le comunità alla tolleranza e al rispetto di chi ha un identità o un orientamento sessuale non etero.

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Oggi, però, la manifestazione sembra essere ancor più sentita, a fronte della scoperta dei lager ceceni dove centinaia di gay e trans sono stati imprigionati, violentati, torturati e uccisi.

Le dichiarazioni dei vertici politici

Oggi il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjorn Jagland ha dichiarato come l'omofobia non vada solo a ledere i diritti dell'omosessiale, bisessuale o transessuale interessato, ma mette anche a rischio la democrazia.

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Il segretario ha, inoltre, ricordato agli stati membri dell'Unione Europea, che devono muoversi contro gli atti di violenza e persecuzione derivati dall'omofobia stessa, con leggi e punizioni esemplari per chi li commette.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato riguardo questo argomento, attraverso un comunicato diffuso dal Quirinale. Il Presidente dichiara che atti di violenza e di persecuzione basati sull'orientamento sessuale costituiscono “una violazione dei diritti umani universali”.

Questi atti, continua, feriscono tutta la nostra società e indeboliscono i valori fondamentali di convivenza.

Ricordiamo, inoltre, l'apertura di Papa Francesco alla comunità gay, già dichiarata nei giorni precedenti, in cui ha invitato le parrocchie a prendere parte alle lotte antiomofobe.

Situazione Italiana

Mentre in tutta Italia vengono organizzate manifestazioni a sostegno della comunità Lgbt, l'Arcigay fa notare come dal 17 maggio 2016 ad oggi, gli atti di omofobia e transfobia censiti siano più di 196, seppur non sia un “censimento esaustivo del fenomeno”, come spiega Gabriale Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

A discapito di ciò, nonostante le pressioni da parte di tutte le comunità gay e dell'Unione Europea, in Italia non esiste una legge approvata che condanni propriamente l'omofobia, la bifobia e la transfobia. Esiste infatti un disegno di legge, già approvato il 13 settembre 2013 dalla Camera dei deputati, che però è ancora fermo al Senato, in attesa di approvazione.

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