Una bambina di appena 15 mesi è deceduta il 4 giugno presso il reparto di Nefrologia dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, nel quale era ricoverata da circa due settimane per una sindrome emolitico-uremica o Seu. Si tratterebbe del quarto caso. Le autorità sanitarie hanno avviato degli accertamenti su alcuni prodotti provenienti da diversi caseifici, bar e supermercati di Altamura. Appena giunta presso il presidio ospedaliero la bambina, dopo i primi accertamenti di routine, è stata subito sottoposta a terapia di dialisi intensiva. Purtroppo però, dopo due settimane in cui ha lottato tra la vita e la morte, non ce l'ha fatta.

Cos'è la sindrome emolitico-uremica

Vittoria - questo il nome della piccola - è deceduta in seguito a complicanze neurologiche e cardiache intervenute a causa della Seu. La Sindrome emolitico-uremica è una malattia rara che colpisce, in prevalenza, anziani e bambini. Per quanto riguarda i più piccoli, le probabilità di essere affetti da questa sindrome sono molto più alte nei primi tre anni, rispetto a tutto il periodo pre-adolescenziale. Gli esiti, purtroppo, sono mortali nella maggioranza dei casi, secondo i dati forniti dal "Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute" dell'Istituto Superiore di Sanità.

Stando alle ultime stime, nel 90% dei casi la patologia emerge in seguito ad un'infezione intestinale batterica da Escherichia Coli, e si trasmette per via alimentare o oro-fecale. I sintomi più comuni sono diarrea, sangue nelle feci e vomito.

Gli altri tre casi di Seu

Oltre alla bambina deceduta il 4 giugno, al pediatrico Giovanni XXIII sono ricoverati - sempre per Seu - altri due bambini, un maschio e una femmina. Anche un quarto bimbo napoletano di passaggio ad Altamura è stato contagiato, ma per fortuna è fuori pericolo.

Il Ministero della Salute, in collaborazione con i carabinieri del Nas, ha disposto gli accertamenti di rito sui piccoli affetti da questa rara malattia. Innanzitutto sono state sollecitate le istituzioni pugliesi ad intervenire, affinché predispongano tutte le misure necessarie per garantire la tutela della salute pubblica. Da quanto si è potuto appurare finora, anche gli altri tre piccoli pazienti avrebbero contratto la sindrome emolitico-uremica attraverso gli alimenti.

Proprio perché i soggetti colpiti sono tutti bambini in tenera età, i Nas e le Asl stanno concentrando le loro indagini sugli alimenti per l'infanzia.

Lo scopo è quello di identificare il ceppo del batterio colpevole, e la causa dell'infezione. Intanto le autorità regionali, tra cui il Presidente della Regione Michele Emiliano, hanno predisposto un tavolo per la sicurezza alimentare, e l'Asl Bari ha pre-allertato tutti i pronto soccorso affinché prestino particolare attenzione a tutti i casi, anche lievi, di gastroenterite emorragica che si dovessero presentare, qualunque fascia d'età interessino. Solo in questo modo, infatti, si può intervenire con delle diagnosi tempestive.

Ovviamente si raccomanda ai genitori in particolare, e a tutta la popolazione, di consumare gli alimenti dopo averli cotti adeguatamente, evitando in tutti i modi l'assunzione di cibi crudi, in particolare ai bambini in età pediatrica.

In seguito ad un comunicato emesso dopo una riunione del tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare, il direttore del dipartimento Politiche della Salute e Benessere Sociale, Giancarlo Ruscitti, ha fatto sapere che ad oggi non si può parlare di emergenza Seu in Puglia, anche se sono in corso accertamenti in diversi locali commerciali di Altamura, in quanto il contagio - nel caso della bimba deceduta - potrebbe essere stato causato dall'uso non corretto di latte crudo, quindi non pastorizzato.

Il latte sarebbe stato utilizzato per produrre del gelato venduto in vaschette.

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