Attraverso una modifica al proprio regolamento la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha deciso di dare priorità ai casi riguardanti la libertà di stampa e il giornalismo. La ragione di questa scelta sarebbe da ricercare nella constatazione per cui i casi riguardanti professionisti dei media e restrizioni alla libertà di stampa sarebbero in aumento in diversi paesi d'Europa. L'emendamento al regolamento prevede la classificazione come "urgente" dei casi provenienti da individui posti in stato di arresto o detenuti mentre la normativa precedente la prevedeva solo per i casi che comportavano una minaccia alla vita delle persone.

La Turchia è il paese più a rischio

La decisione deriva da un crescente numero di episodi di questo tipo in paesi come Turchia, Russia e Azerbaigian. La Turchia in particolare, che già si attestava ai primi posti di questa classifica, ha visto aumentare esponenzialmente il numero di casi riguardanti la libertà di informazione che sono pervenuti di fronte alla CEDU a partire dal fallito colpo di stato dello scorso 15 luglio e, soprattutto, dell'entrata in vigore dello stato d'emergenza promulgato a partire dal giorno successivo. Secondo gli ultimi dati infatti oltre 23 mila casi provenienti dalla Turchia sono attualmente al vaglio della CEDU, di cui 17.630 sottoposti dopo l'applicazione dello stato d'emergenza.

Nel complesso le questioni provenienti dai tribunali del paese rappresentano il 24,7% dei casi affrontati dalla Corte di Strasburgo detenendo il primo posto assoluto seguito, nell'ordine, da Ucraina, Ungheria, Romania, Russia e italia.

La libertà di informazione in Europa

Secondo il World Press Freedom Index del 2017, la classifica riguardante la libertà di informazione in 180 paesi del mondo, l'Europa rappresenta nel complesso il continente dove la libertà di informazione è maggiormente tutelata.

I più virtuosi sono i paesi scandinavi con Norvegia, Svezia e Finlandia a ricoprire rispettivamente i primi tre posti della classifica, con ottimi risultati anche nel resto dell'Europa del Nord (4° e 5° posto sono ricoperti da Danimarca e Paesi bassi). Meno incoraggianti sono le performance dei paesi della fascia meridionale del continente, tra cui spicca l'88° posto della Grecia e il 155° della Turchia, e dell'Europa Orientale con la Russia ferma al 148°. L'Italia ricopre la 52° posizione in leggera risalita rispetto alla classifica del 2016.