Dopo poco meno di ventiquattro ore dal delitto, il presunto omicida della dottoressa Ester Pasqualoni è stato trovato morto suicida in un appartamento di Martinsicuro (Teramo). L'uomo, Enrico De Luca, 69 anni, ex investigatore privato, sarebbe deceduto nella propria camera da letto per "asfissia meccanica procurata da fascette". Se l'ipotesi dovesse essere confermata, al termine delle verifiche tuttora in corso, si tratterebbe dello stalker che perseguitava da alcuni anni l'oncologa 53enne.

La vittima, mamma di due ragazzi di 15 e 17 anni, era stata trovata morta in una pozza di sangue nel pomeriggio di ieri, nel parcheggio dell'ospedale di Sant'Omero (Teramo), proprio lì dove prestava servizio come responsabile del day hospital oncologico.

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A provocare il decesso, sarebbero state diverse coltellate al collo e al torace. Aveva il volto sfregiato. Neppure l'immediato intervento dei medici del Pronto Soccorso, colleghi della donna, ha potuto salvarle la vita.

Un'auto in fuga

Alcuni testimoni avrebbero visto allontanarsi un'auto, probabilmente una Peugeot 106 di colore bianco, ed è questa la pista che avrebbero seguito i Carabinieri del reparto operativo di Teramo, coordinati dal comandante Roberto Petroli, che si occupano delle indagini.

Le denunce archiviate

Ester aveva denunciato quell'uomo che la perseguitava da tanto, troppo tempo ormai. Denunce archiviate, come ha dichiarato un'amica della dottoressa. Forse, in cuor suo, aveva sperato che un giorno si sarebbe stancato di seguirla dovunque, che un giorno tutto sarebbe finito. E invece no. Invece, come succede sempre più spesso, il finale di questa brutta storia è stato un omicidio-suicidio.

L'intervento del capo della Polizia, Franco Gabrielli

Sul caso è intervenuto anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha ammesso come questa vicenda sia sicuramente una grande sconfitta e come siano stati stavolta insufficienti gli strumenti disponibili in materia di stalking, ammonimento e allontanamento, prima inesistenti.

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Segnale che fa capire ancora di più quanto necessario sia fare di più e meglio.

Gabrielli, inoltre, sottolineando l'importanza della denuncia, unico strumento per rendere possibile un intervento di forze di polizia e magistratura, e di una prevenzione di natura culturale, per la quale devono ancora essere fatti passi significativi, ha però aggiunto che purtroppo non si possono arrestare tutti gli stalker. Una verità troppo amara per essere accettata.