Settembre è un po’ come Gennaio, tutto ricomincia e ci si lascia il passato alle spalle per un nuovo inizio. Sarà forse stato questo il sentimento che ha spinto gli editori della casa editrice francese nathan a pubblicare un quesito algebrico sui migranti che attraversano il Mediterraneo?

All’interno del manuale il quesito, accompagnato da una immagine di un barcone, è così formulato: “dei migranti che fuggono dalla guerra raggiungono un'isola nel Mediterraneo.

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La prima settimana ne arrivano cento, poi, ogni settimana, il loro numero aumenta del 10 per cento. Per quante volte viene moltiplicata una quantità quando aumenta del 10 per cento? Dedurre il numero totale di migranti giunti sull'isola dopo otto settimane, arrotondando all'unità”.

Una delle crisi umanitarie più difficili da decenni, ma anche una delle pagine più brutte della storia contemporanea, ridotta ad un problema matematico è questo l'evento che ha indignato la Francia lo scorso week-end.

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Leggendo il quesito si ha la triste conferma di quello che in Europa si percepisce ormai da anni, ovvero la disumanizzazione dei cosiddetti migranti. Anche in questo caso - come le parole di qualche politico– le vite umane e il fardello del loro pesante passato vengono ridotte a numeri da conteggiare e magari sui quali concentrare tutte le proprie energie. Eliminando cecamente ogni tipo di empatia.

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Politica

Un modello pedagogico al quanto discutibile.

L’evento ha creato non poche polemiche nel paese transalpino. In poco meno di tre ore “l’infelice” quesito è stato condiviso più di quattrocento volte. Insomma un vero e proprio affondo per la repubblica francese, emblema del garantismo europeo.

Il mea-culpa

Un passo indietro è stato compiuto dalla casa editrice Nathan.

Attraverso la voce dell’editore si è reso noto la volontà di ridistribuire il manuale gratuitamente agli studenti francesi nella versione corretta e di ritirare quello con il problema che ha fatto scalpore; tuttavia viene fatta notare anche la volontà della casa editrice di essere interdisciplinare.

Infatti lo scopo di tale problema aritmetico era quello di concretizzare, attraverso l’impiego dell’aritmetica, una situazione che evidentemente – sempre secondo l’editore di Nathan - appare astratta alla Francia. Una scusante banale, che ha aggiunto soltanto mediocrità ad un evento già di per sé fastidioso.

Se dovessimo accettare per buona la teoria dell’editore francese, allora cosa ci aspetterebbero?

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Problemi sui campi di stermini di Auschwitz? Quesiti di logica sulla mafia? O percentuali sulla probabilità di morire di AIDS in Africa?

No caro editore di Nathan non è attraverso la matematica che si concretizza un problema che è già tristemente reale. Ma lo si fa attraverso lo studio e la conoscenza, di questi tristi fenomeni, dedicando parte del proprio tempo e a scuola e a casa.

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