La Francia domenica scorsa è stata scossa da un ulteriore attentato. Teatro del tragico evento la seconda città del paese: Marsiglia. L’evento che ha avuto poca risonanza tra i media internazionali a causa dei tragici eventi in concomitanza del referendum catalano, e della tragica sparatoria a Las Vegas, ha destato forte sgomento e oltralpe e in Europa.

Domenica 1° Ottobre Marsiglia i fatti:

Un uomo di origine maghrebina, poi identificato come Ahmed Hanachi, di trent’anni ha aggredito a morte, nei pressi della stazione di Saint-Charles a Marsiglia, due donne di 17 e 20 anni.

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L’uomo alla vista della polizia ha gridato “Allah Akbar” prima di essere freddato dalla stessa. La frase è oramai tragicamente nota per aver assunto la funzione di inno dei militanti dello stato islamico e del terrorismo in generale di stampo islamista.

La risposta da parte del governo francese non si è fatta attendere, infatti il presidente Emmanuel Macron ha definito su twitter l’attacco come un “atto barbaro”, dimostrando la sua solidarietà alle famiglie delle vittime di Marsiglia.

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Tuttavia non manca il saluto ed il ringraziamento da parte del presidente della République Française ai militari che hanno reagito “con sangue freddo ed efficacia”.

Una domenica di sangue che ha fatto ripiombare la Francia nel terrore e sebbene la notizia non ha avuto il riscontro che avrebbe meritato a causa degli scontri in Catalogna e dell’assurda strage di Las Vegas, ci si chiede chi fosse il giovane tunisino che si è macchiato di un reato così grave, ma soprattutto se avesse effettivamente un diretto collegamento con i membri del sedicente Stato Islamico.

Il passato Italiano di Ahmed Hannachi:

Si scava nella vita del tunisino che aveva da un po’ di tempo abbandonato il paese natio alla volta dell’Europa. I primi dati risalirebbero al 2006 e collocherebbero Hannachi nel Lazio meridionale in particolare ad Aprilia. Lì, avrebbe contratto matrimonio con una donna italiana, che secondo le fonti vivrebbe all’estero. A cavallo tra i primi anni duemila e gli anni ’10, prima di muoversi verso il sud della Francia, l’attentatore di Marsiglia avrebbe svolto lavori saltuari nei campi e nei cantieri della zona.

Si sarebbe macchiato a detta della sezione ROS dei carabinieri di stato di alcuni reati minori come spaccio e furto, per poi far sparire le sue tracce.

Una vita quella di Hannachi già sull’orlo del precipizio, e seppur non si hanno notizie certe sulla sua avvenuta integrazione, si può facilmente comprendere come il profilo del tunisino fosse uno di quelli facilmente assoldabili dai militanti jihadisti.

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L’arrivo in Francia e l’attentato del 1° Ottobre

Ahmed Hannachi si sarebbe trasferito dopo aver fatto perdere le tracce in Italia nella regione del Rodano-Alpi nella Francia meridionale. Fa discutere la condotta della polizia di Lione che avrebbe fermato lo stesso per poi rilasciarlo circa 24 ore prima dall’attacco di Marsiglia, per furto e mancanza di permesso di soggiorno.

Insomma una ulteriore tragedia annunciata che con maggiore collaborazione sarebbe potuta essere evitata?

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Una domanda alla quale non possiamo, al momento, rispondere. Sta di fatto che il territorio della provincia di Latina è da tempo sotto controllo. È in questo territorio che ha gravitato per poco tempo un altro attentatore, quello del mercatino di Natale di Berlino: Anis Amri.

Il territorio della provincia di Latina è oramai da tempo un’area che accoglie numerosi immigrati che arrivano dal nord africa, ed in particolare il numero maggiore arriva dalla Tunisia. Si cerca di comprendere se il territorio possa essere una fucina di jihadisti o se possa avere dei contatti con militanti o foreign fighters che agiscono nei teatri di guerra di Siria, Iraq e Libia.

Sta di fatto che l’Europa continua ad essere un territorio continuamente minacciato da forme di terrorismo individuale che trovano le loro basi nella sue stesse faglie sociali. Problemi come la marginalizzazione sociale stanno sempre più preparando un terreno fertile nel quale i fanatismi di ogni genere “impiantano” i loro sinistri sistemi di guerra sociale.

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