Una ragazza trovata morta in un albergo di Ibiza, capitale della movida estiva, a causa di un sacchetto di pasticche ecstasy ingerite che le sono esplose nello stomaco. Si chiamava Rebecca Brock, aveva 18 anni ed era inglese. L'episodio fatale avvenuto nell'estate di due anni fa, è ancora al centro di indagini congiunte da parte di inquirenti spagnoli e britannici. La madre di Rebecca Brock, reclama la verità da molto tempo: è convinta che sua figlia sia stata costretta ad assumere tutta quella droga. I fatti risalgono al 28 settembre 2015, ma le circostanze in cui è morta la ragazza, restano ancora misteriose.

La vicenda è di nuovo alla ribalta dopo che la madre ha lanciato un appello sui quotidiani inglesi, perché sia fatta giustizia di una morte assurda e immotivata.

Morte in una stanza d'albergo a Ibiza

Rebecca Brock, era una brillante studentessa inglese in legge, una giovane donna intraprendente e autonoma che viaggiava anche da sola. A Ibizia da sei giorni, aveva partecipato la sera prima che venisse scoperto il suo cadavere, a un party per il compleanno di un suo amico. L'indomani è stata trovata morta nella stanza d'albergo da un addetto alle pulizie in una pozza di sangue accanto alla testa. L'indagine è scattata perché la quantità di droga assunta dalla ragazza era il doppio di quella di una dose fatale.

Il corpo non presentava segni di violenza e per la polizia la ragazza è morta per cause naturali. La causa più probabile di morte è la tossicità dell'ecstasy. Ma la madre non ha mai creduto alla versione ufficiale dei fatti, e cioè che spontaneamente sua figlia abbia voluto assumere ecstasy e in quelle quantità. Aveva un dialogo aperto con Rebecca che le aveva confessato di aver provato cocaina nel precedente viaggio, esperienza non insolita per i giovani a Ibiza, ma che non le era piaciuta e non era interessata alla droga, tanto meno all'ecstasy. E poi perché mai avrebbe dovuto assumerne a quei livelli? La madre è convinta che, se non fosse stata costretta, non avrebbe ingerito neanche una pasticca.

Una biografia 'parallela'

E' pur vero che durante le indagini, sono emerse novità che Margarita, la mamma di Rebecca, ignorava della figlia, passaggi di vita che le erano sfuggiti o che un genitore magari ha sotto gli occhi, eppure non riesce a metterli a fuoco. Rebecca nell'ultimo anno della sua vita aveva avuto problemi alimentari non riuscendo a riconoscersi nella sua fisicità ed era dimagrita molto. Secondo l'esame tossicologico, la ragazza sarebbe morta ben 48 ore prima del suo ritrovamento. Nel suo corpo l'autopsia ha rilevato tracce di alcol e una concentrazione fatale di ecstasy. Secondo il medico legale, può darsi che la ragazza non avesse mai assunto la cosiddetta 'mdma' o metilenediossimetanfetamina. Nessuno sa o riesce a stabilire come la droga che l'ha uccisa, sia entrata nel suo corpo. Le indagini proseguono. E chissà se emergerà mai la verità.