L’arresto di Cesare Battisti, ex terrorista del Pac Italiana, è stato effettuato, nei giorni scorsi, nella città di Corumbà in Brasile. I motivi del suo arresto non sono stati i reati commessi in Italia, ma bensì per sospetto traffico di valuta. Nonostante Battisti abbia negato la sospetta fuga dal Brasile nel Paese confinante, ha accusato che sia stata una montatura da parte del governo brasiliano.

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Battisti continua la sua difesa confermando la prima versione che ha dato al momento dell’arresto. In un’intervista, ha dichiarato alla stampa che il suo arresto è avvenuto senza giusta causa mentre era in auto con degli amici per una gita fuori porta e per una battuta di pesca. La polizia federale brasiliana li ha seguiti per un lungo tragitto. Una manovra che, secondo ammissione dello stesso Battista, è apparsa come una trappola. Inoltre, c’è l’accusa, secondo Cesare Battisti, che questa manovra sia stata preparata in cooperazione con l’ambasciata italiana.

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I reati di Cesare Battisti

Cesare Battisti in Italia ha commesso reati che risalgono agli anni ’70. La sua attività terroristica si concluse con ben 4 omicidi, commessi in prima persona, e altri due concorsi in omicidio. Mai tratto in arresto dato che fuggì prima in Francia, dove non venne mai estradato in Italia ed in seguito in Brasile sotto la protezione del diritto di asilo politico.

Nonostante, durante il processo per i suoi reati non fosse presente, la ricostruzione dei fatti ed, infine, la condanna è stata comunque emessa in contumacia e dunque Battisti dovrà scontare la pena a lui assegnata qui in Italia.

Il governo italiano ha richiesto, in data 25 settembre 2017, la riesamina della questione dell’estradizione di Battisti, negata in precedenza nel 2010. Infatti, Cesare Battisti, riuscì a scampare all’estradizione grazie al diritto di asilo politico concesso dall’ex presidente Luiz Inàcio Lula da Silva. Su questo diritto concesso dal 2010 il Battisti ha continuato la sua vita in Brasile, nonostante, l’Italia abbia continuato a lavorare per la revoca del diritto dell’asilo politico.

Attualmente lo status di rifugiato potrebbe essere considerato in bilico date le pressioni da parte dell'Italia che temono per una sua ulteriore fuga. Attualmente il Battisti è posto a fermo, ma si attende la decisione da parte del Governo brasiliano.

Processo per la revoca

Cesare Battisti dal momento del suo arresto, insieme ai suoi avvocati, sta lavorando per far valere i propri diritti. Lui ammette che non ha mai avuto lasciare il Brasile, dove beneficia del diritto di asilo politico, e non sarebbe mai andato in Bolivia.

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Inoltre, la decisione di revoca del diritto di asilo e l’estradizione in Italia, secondo Battisti, sarebbe una mancanza del diritto di umanità dato che teme per la sua vita se riportato in Italia.

L’Italia, da parte sua, vuole esclusivamente che Cesare Battisti torni in Italia per scontare la pena per cui è stato condannato, l’ergastolo. Una condanna che dagli anni '70 non è stata mai scontata da parte dell'accusato in contumacia.

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Attualmente l’estradizione sarebbe impedita da un cavillo di legge, cioè la prescrizione della rivendicazione punitiva dei crimini a lui imputati nel paese di nascita. In pratica il Brasile non ammette la condanna del Battisti, perché non era presente al processo.

Se il Battisti venisse riportato in Italia questo creerebbe un precedente storico per il Brasile. Per seguire l’evolversi della notizia premi Segui in alto vicino al titolo.

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