Una notizia di fresca battuta riguarda un file CIA desecretato, in cui un agente, nome in codice Cimelody-3, presenta l'ipotesi che Adolf Hitler sia sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale e, a metà anni '50, sia stato contattato in Colombia da un informatore dei servizi segreti USA.

Hitler ancora vivo negli anni Cinquanta?

Il documento, microfilmato nel 1963 e ora visibile sul sito CIA, contiene un rapporto di Cimelody-3, che segnala un contatto tra egli stesso e un fidato amico (di cui non svela l'identità, ma che, in Europa, aveva servito sotto il suo comando), avvenuto il 29 settembre 1955.

Rivelazioni inquietanti: l'amico afferma che nei giorni precedenti Phillip Citroen, ex-ufficiale tedesco, gli ha confidato che Adolf Hitler è ancora vivo. Una foto di Citroen col mostro nazista, a riprova, è allegata al file, con la didascalia "Adolf Schüttelmayer, Tunga, Columbia, America del Sud, 1954".

Il tragico epilogo di Hitler ed Eva Braun è scritto sui libri di storia, ma nel corso degli anni è stato spesso messo in dubbio da studiosi con tesi talvolta improbabili, talvolta - e purtroppo - possibili.

Suicidi? Sfuggiti alla cattura ed espatriati in America del Sud? Fuggiti sotto copertura di servizi segreti stranieri? Dalla Russia proclamarono per anni di avere i resti, nonostante i due corpi fossero stati frettolosamente cremati; nel 2009 ricerche americane sul Dna di due frammenti di teschio conservati negli archivi sovietici lo identificarono come femminile e appartenente ad una giovane donna, uccisa da un colpo di proiettile alla testa, dunque non avvelenata.

I discendenti della Braun non hanno mai accettato il confronto tramite esame genetico. E le certezze dei decessi non furono mai assolute, tant'è vero alla conferenza di Potsdam (1945) il presidente Truman aveva direttamente chiesto a Stalin: "Hitler è morto?" e la risposta era stata un laconico "No".

Una caccia all'uomo postuma

Molti gli ulteriori elementi che fanno permanere questo angosciante dubbio storico; un documentario in onda su Sky e suddiviso in otto drammatiche puntate, "Hunting Hitler", li ha messi insieme, partendo dai files FBI oggi consultabili - decine di segnalazioni sulla fuga del dittatore - e avvalendosi di tecnologie e risorse 2.0.

Indagini accurate hanno appurato l'esistenza di una via di fuga dal bunker, un tunnel che collegava Cancelleria, sotterranei della metro e aeroporto. Già questa scoperta scardina quella che si vorrebbe fosse l'unica verità, ovvero che uno degli individui più malvagi della storia sia morto già il 30 aprile 1945.

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