In un periodo in cui si parla sempre più spesso di 'fake news' e di verifica delle fonti giornalistiche, esce in libreria il libro di Alessandro Proto, che racconta come è riuscito a fregare il giornalismo italiano riuscendo con successo a spacciarsi per socio del presidente americano Donald Trump, per l'agente immobiliare del noto attore di Hollywood George Cloney, arrivando persino a fare credere di essere interessato ad acquistare l'emittente televisiva La7. Tra le testate che hanno dato credito alle sue bugie ci sono anche le più famose d'Italia e d'Europa: dal "Corriere della Sera" a "Il sole 24 ore" passando per "Il Fatto quotidiano" tra le italiane, ma anche il quotidiano spagnolo "El Mundo", l'inglese "Daily Mail" e l'agenzia Reuters.
Le menzogne di Proto
E' riuscito a fare credere di essere socio in affari di Trump, di essere vicino all'acquisto dell'emittente televisiva La7 e della squadra del Torino. Ha raccontato di essersi candidato alla presidenza di Unicredit e di aver tentato la scalata di società come Fiat e gruppo Rcs. Si è vantato di essere l'agente immobiliare di star hollywoodiane come Leonardo Di Caprio e George Cloney, e che il personaggio protagonista del film "Cinquanta sfumature di grigio" sarebbe stato ispirato alla sua vita. Ma sopratutto a suon di falsi comunicati stampa ed email fasulle è riuscito a farsi credere dai media più illustri d'Italia e d'Europa.
Le confessioni di Proto in un libro
E' lo stesso Proto a rivelare gli inganni che è riuscito a portare avanti, ai quali ha dedicato un libro che non mancherà di fare discutere, intitolato "Io sono l'impostore", edito da Il Saggiatore.
La sua avventura è iniziata casualmente, all'inizio del 2010 quando la sua società di consulenza immobiliare con sede a Lugano viene contattata dagli avvocati milanesi di George Clooney, che cercano qualcuno per vendere la villa di Laglio dell'attore. Proto non è nemmeno in possesso della licenza necessaria per esercitare la professione, ma dopo il colloquio si rivolge immediatamente al "Corriere della Sera", che avrebbe dato ampio risalto alla notizia senza verificare che fosse vera.
Da quel giorno Proto capisce come funzionano i media. Cercare i personaggi più discussi, inventare notizie che possano risultare credibili e inondare i giornali di comunicati stampa, confidando che questi non verifichino mai le notizie e che i personaggi famosi coinvolti non smentiscano.
E così nel giro di alcuni mesi riesce ad apparire su tutti i giornali italiani, aumentando la sua fama di agente immobiliare dei vip e quella della sua società. E grazie alla visibilità mediatica che numerosi imprenditori italiani si sono rivolti a lui per fare affari. Grazie a questi escamotage è riuscito ad ottenere qualcosa come ottocento clienti nel solo 2012. "Uno scoop sul giornale in Italia vale più di una intera carriera" scrive Proto. Per aumentare il prestigio della sua immagine di personalità importante Proto snobba i giornalisti che si rivolgono a lui per intervistarlo ed i personaggi famosi che vorrebbero entrare nel suo portafoglio clienti per prestigio.
Dal mondo dell'immobiliare alla finanza
Raggiunta la notorietà in campo immobiliare Proto si dà alla finanza. Divulga un comunicato dove asserisce di essere il leader di una cordata che ha rilevato il 2,8% delle azioni di Tod's, colosso delle calzature di proprietà dei Della Valle. Anche in questo caso i media italiani avrebbero riportato la notizia senza premurarsi di verificarla, e quando un giornalista de "Il Sole 24 ore" gli chiede di inviargli un documento sulla trattativa, ne produce uno falso, fingendo di aver ricevuto un'email da Mediobanca.
In seguito Proto diffonde la notizia di voler scalare Fiat e Rcs, candidandosi persino alla presidenza di Unicredit. Ed i media riportano tutto, senza verificare nemmeno se fosse in possesso dei requisiti per farlo.
Nel novembre 2012 infine decide di usare la notorietà raggiunta per candidarsi alle primarie del Pdl, attirando l'attenzione dei media con dichiarazioni contro Alfano e Gasparri, sapendo che i media le avrebbero riportate. Riesce persino ad incontrare Silvio Berlusconi. Ma la candidatura attira l'attenzione della magistratura, che apre un'indagine sulla sua società. E il 14 febbraio del 2013 Proto finisce in manette.