Gli Stati Uniti non sono più un partner credibile relativamente al difficile processo di pace tra Israele e Palestina. Si preannuncia fin d'ora un'impresa ardua, pertanto, ricucire lo strappo aperto da Donald Trump con la sua decisione di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato ebraico, successivamente bocciata dall'ONU. Ad affermarlo è il presidente palestinese Abu Mazen che, recentemente, ha avuto un incontro con il suo omologo francese Emmanuel Macron. Al termine del bilaterale di Parigi, le sue dichiarazioni sono state inequivocabili. "Riconoscendo Gerusalemme capitale d'Israele gli Stati Uniti si sono screditati da soli - ha detto Abu Mazen - e pertanto non accetteremo più alcun piano che provenga da Washington.

Dopo il voto dell'ONU si sono emarginati con le loro mani". A rafforzare la posizione palestinese sono state anche le successive dichiarazioni americane che hanno confermato l'intenzione di spostare lo stesso l'ambasciata a Gerusalemme, nonostante il parere contrario della comunità internazionale.

Netanyahu: 'Abu Mazen non è interessato alla pace'

Tagliente la risposta della controparte. "Abu Mazen ha detto che non gli interessano le proposte che gli Stati Uniti stanno mettendo sul tavolo, dunque stanno abbandonando il processo di pace". Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, non usa mezzi termini quando sostiene che "da tutta questa vicenda emerge chiaramente che sono i palestinesi a non voler risolvere il conflitto. Gli Stati Uniti, al contrario, fanno comprendere qualcosa di importante: le radici di questo conflitto non sono nel nostro Paese, ma nell'Iran e nell'islam radicale, con il terrorismo che ne deriva".