Quello che è accaduto in provincia di Bergamo, precisamente in un appartamento a Piazza Brembana, ha veramente dell'assurdo e non può che lasciarci senza parole: una donna di 55 anni, italiana di origine e residente nella zona, è stata arrestata dai carabinieri dopo essere stata inchiodata dalle microspie che hanno registrato le violenze che la stessa rivolgeva a due disabili. Un incubo vissuto per diversi mesi da una 48enne e un 50enne affetti dalla sindrome di Down.
Bergamo: l'incubo vissuto da due disabili a causa della badante violenta
I due, infatti, vivevano all'interno di un appartamento che era stato regalato ad una cooperativa specializzata nella cura delle persone con disabilità dal padre della donna 48enne.
Va sottolineato che la cooperativa di cui stiamo parlando era assolutamente estranea alla vicenda, ma che la protagonista di tali episodi incresciosi era la badante che era stata assegnata e che aveva il compito di badare alle due persone affette da disabilità. Secondo le informazioni raccolte dagli inquirenti, i comportamenti della donna non erano proprio così adeguati alla mansione che occupava.
Frasi impietose e violenze inaudite sui due disabili
Infatti, dalle registrazioni raccolte dalle microspie, all'interno dell'appartamento avvenivano violenze impietose con tanto di frasi come "Sei troppo scema", oppure "Sei schifosa come una bestia". All'uomo cinquantenne, invece, venivano rivolte parole come "Sei uno stupido, non riesco a credere che sei così deficiente".
Ma all'interno dell'appartamento a Bergamo, purtroppo, la badante si è spinta anche oltre: violenti schiaffi e violenze psicologiche nei riguardi delle due vittime. La donna costringeva anche i due a restare al buio e in silenzio.
Immagini chiare che non sono potute passare inosservate. Le indagini erano scattate grazie al segnale lanciato dal fratello della donna 48enne, la quale si era sfogata con lui e avrebbe confessato tutto ciò che avveniva all'interno della casa. E' stato a quel punto che l'uomo non ha aspettato un istante in più per andare a denunciare il tutto ai carabinieri della Compagnia di Zogno e, grazie alle microspie installate di nascosto, la badante è stata incastrata e immediatamente rinchiusa nel carcere di via Gleno a Bergamo. Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie riguardanti l'Italia e il mondo, continuate a seguirci.