Soprannominato "The president" per l'autorevolezza conferitagli dalla sua imponente mole, accoglierà i visitatori. Sarà collocato nella hall di un'azienda che non a caso si chiama "Soprema" e che ha per logo proprio un Mammut. "The president" è, infatti, un esemplare di "Mammuthus primigenius", il più grande mammifero terrestre di tutti i tempi o meglio, lo scheletro più grande e in miglior stato di conservazione mai messo in vendita a privati, tra i resti ritrovati di antenati degli elefanti. Ieri è stato venduto all'asta a lione: lo ha comprato un imprenditore di Strasburgo, Pierre Étienne Bindschedler, per 548 mila e 250 euro.

Un mammut 'accogliente'

Ha 15mila anni, era contemporaneo dell'uomo di Neandhertal, arriva dalla Siberia dove è stato trovato nel permafrost, il suolo perennemente gelato, una decina d'anni fa, in uno stato di conservazione eccezionale: la percentuale di ossa infatti è dell'80%, altissima. Inutile dire che è imponente: montato in posizione di deambulazione, è alto 3 metri e 50 e lungo 5 metri e 40 centimetri.

Dotato di due zanne enormi, lunghe 3 metri e del peso di 160 chili, "The president" accoglierà bonariamente visitatori e clienti all'ingresso della "Soprema", società che si occupa di costruzioni e che ha tra le credenziali il logo del mammut, segno di forza e durata nel tempo dei suoi prodotti. Uno "sfizio" del valore di quasi mezzo miliardo di euro, un regalo di Natale che si voluto concedere comprandolo all'asta, Pierre Étienne Bindschedle, imprenditore proprietario dell'azienda.

La cifra spesa può sembrare pazzesca trattandosi di ossa, sia pure di straordinaria antichità e di eccezionale integrità, ma nel mondo delle aste, azzardi e spese folli sono all'ordine del giorno. Nel 2006, uno scheletro simile è stato venduto ad "appena" 150mila euro, ma la casa d'asta di Aguttes di Lione ha anche venduto uno scheletro di dinosauro "Allosaurus", la cui specie si è estinta 135 milioni di anni fa, a un milione e 200mila euro.

Addirittura, è stata messa all'asta, un'intera famiglia di mammut, affiorata durante gli scavi in un cantiere edile a Tomsk in Siberia nel 2002. All'inizio di quest'anno, lo scheletro del "mostro di Loch Ness", un plesiosauro marino di 66 milioni di anni fa, a metà strada tra una tartaruga e un serpente di dieci metri di lunghezza, è stato stimato tra i 350 e i 450mila euro. L'eccezionale esemplare lanoso che Pierre Étienne Bindschedle si è aggiudicato, apparteneva prima a un cacciatore di mammut inglese che lo teneva all'ingresso del suo castello. Ma ai figli non piaceva e l'hanno convinto a metterlo in vendita.

A caccia di mammut

I mammut sono sempre più oggetto di interesse e caccia, soprattutto in Siberia dove sono stati scoperti in gran numero, sia per finalità scientifiche che affaristiche: vendere le zanne in avorio. Complice il riscaldamento terrestre e l'aumento delle temperature, negli ultimi due secoli sono stati scoperti circa 500 scheletri. Anche in Italia sui monti della Sila, regalo della siccità estiva, qualche settimana fa, sulle sponde del lago Cecita è stato trovato uno scheletro completo, il primo in assoluto, di "Elephas antiquus", "cugino" di mammut, un gigante alto 4 metri.

Mentre a Roma, nel quartiere Casalotti-Boccea, si trova la Polledrara di Cecanibbio, un giacimento di 320mila anni fa diventato museo paleontologico in cui dal 1984 sono conservati resti di parenti di mammut. Infine, i progressi della genetica fanno immaginare che un esemplare potrebbe essere clonato nel prossimo futuro. E così potrebbe accadere che "The president" accolga i visitatori da vivo.

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