Il compenso chiesto e ottenuto è davvero allettante: 9 mila dollari, pari a 8mila euro, per ogni 'docenza', oltre al rimborso spese, per parlare agli studenti della sua 'ingiusta detenzione' italiana. Scritturata dall'agenzia di comunicazione "All American Speakers", amanda knox, oggi giornalista freelance, sale in cattedra: un tour a tappe proprio come una star nei college americani per raccontare il delitto di Perugia. La 30enne di Seattle (Usa) fu accusata per anni dell'omicidio della coinquilina Meredith Kercher avvenuto la notte del primo novembre 2007 quando viveva nella città umbra per fare studi universitari.
Incriminata e poi definitivamente assolta dalla Cassazione nel 2015 insieme all'ex fidanzato Raffaele Sollecito, resta una figura controversa che ha spaccato l'opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti. La notizia ha suscitato polemiche e indignato la famiglia di Meredith.
'Sono stata dipinta come il diavolo'
Si è presentata agli studenti come vittima di una giustizia scorretta, incriminata a causa delle falsità su di lei montate dall'accusa e dai media. Un assaggio della sua didattica Amanda Knox l'ha già dato in una conferenza tenuta al Roanoke College, in Virginia. "Sono stata dipinta come il diavolo. L'unica cosa che conta è la verità", ha detto. Ha raccontato, pare commuovendosi, che non si sarebbe mai aspettata di venire incriminata.
La donna ha detto d'esser vittima di una montatura mediatica che l'ha fatta passare per 'femme fatale': "Ho perso anni della mia vita in prigione a causa di stereotipi misogini", aveva già scritto sul suo blog annunciando la conduzione di un programma tv contro le discriminazioni di genere. Dopo sette anni e sei mesi di indagini, arresti, perizie, verdetti ribaltati, è stata assolta per non aver commesso il fatto come l'ex fidanzato Raffaele Sollecito, per la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini. Unico colpevole dell'omicidio di Meredith ritrovata con la gola tagliata, è quindi il cittadino ivoriano Rudy Guede, condannato in via definitiva con rito abbreviato a 16 anni.
'Cerca solo fama e denaro'
Indignata più che mai è la famiglia di Meredith, la ragazza che a 22 anni circa un mese prima del suo omicidio, era arrivata da Londra per studiare storia del cinema, letteratura inglese e lingua francese all’Università degli studi di Perugia. Abitava con Amanda e altre due studentesse italiane. Per voce dell'avvocato italiano Francesco Maresca, la famiglia ha deplorato l'ultima iniziativa della Knox considerata "offensiva" e, a dir poco, "di cattivo gusto". Il voler tornare continuamente su questo caso da parte dell'ex imputata, è niente altro che un modo per "trarre profitti in termine di fama e denaro". Per l'avvocato della famiglia, la Knox dovrebbe ringraziare la giustizia italiana che l'ha assolta malgrado due precedenti condanne pesantissime, anziché prodigarsi in "iniziative commerciali offensive della memoria della povera Meredith".
Dieci anni dopo
Dieci anni dopo il delitto di Meredith, Amanda Knox vive a Seattle con il compagno e scrittore Christopher Robinson. Ha scritto un libro autobiografico 'Aspettando d'essere ascoltata', con cui ha in parte pagato i conti del suo lungo e costoso processo. Da giornalista è pagata a pezzo e non ha un contratto. Vuole fare l'avvocato e intanto lavora in una associazione che si occupa di vittime di errori giudiziari. Partecipa a talk show. Ama la visibilità: mesi fa ha aperto al pubblico il suo profilo Instagram comparendo in un discutibile travestimento da novella Cappuccetto Rosso e mostrando la sua vita quotidiana con partner. Con i ricchi compensi, estinguerà i 'buffi' giudiziari.