Si sa, appartiene ormai al senso comune il fatto che la lentezza politica italiana sia uno dei fenomeni tipici della nostra cultura amministrativa e burocratica tanto da averne creato un vero e proprio stereotipo diffuso anche aldilà dei confini del Belpaese.
C’è chi ne fa un vanto in termini di gestione della cosa pubblica, come i rappresentanti del movimento politico “Articolo uno Movimento democratico e progressista”, che in una loro dichiarazione online affermano come la lentezza da mediazione politica sia ciò che rende davvero governabile un paese: ed in effetti vi sono degli esempi, come il caso Italicum, in cui tale posizione si dimostra vera.
Eppure è insindacabile che i continui rallentamenti attraversati costantemente da una decisione politica, danneggino in modo evidente i cittadini appartenenti allo stato che soffre di tale problematica: basti pensare che all’oggi, i grandi temi della discussione politica rimangono debito pubblico e pensioni, così come lo erano negli anni ’90.
Nel mentre, il Parlamento non è riuscito ad elaborare alcuna valida ed efficiente riforma politica in grado di porre soluzione, o quantomeno arginare, tali questioni. La strategia rimane sempre la stessa: rimandare al futuro, alle nuove leve della politica le decisioni davvero rilevanti ed intanto discutere di problemi assolutamente secondari al perseguimento dell’interesse nazionale.
Ma perché tanta inefficacia dell’agire politico?
Fra i numerosi fattori che perseguono a tale debolezza diffusa fra i partiti e movimenti di casa nostra, vi possiamo sicuramente includere l’Effetto Ringelmann o Social Loafing, fenomeno psicologico caratteristico dell’agire in gruppo traducibile in italiano con Effetto Inerzia Sociale o con il ben più chiaro Pigrizia Sociale.
Tale scoperta del dottor Ringelmann spiega come le persone, quando lavorano in team, esercitano uno sforzo minore per raggiungere un obiettivo rispetto a quando lavorano da sole: ciò è una delle principali ragioni per cui i gruppi, fra i quali anche i partiti politici, sono a volte meno produttivi della prestazione combinata dei loro membri quando lavorano come individui.
La pigrizia sociale avviene nel momento in cui un individuo avverte una sensazione secondo la quale il suo sforzo non sia importante per il gruppo.
Ciò giustifica una possibile frustrazione e rallentamento dell’agire politico, poiché esso si deve confrontare costantemente con il farraginoso sistema amministrativo e legislativo italiano.