cercasi commessa senza fede al dito e neppure convivente. Così recita l’annuncio di un'azienda che cerca una giovane commessa per un negozio di dolciumi nel centro commerciale della città di Ragusa, in Sicilia. Ne da notizia il quotidiano online Ragusaweb.com. che sottolinea la forte connotazione discriminante della richiesta. Cosa abbia a che vedere infatti la condizione di sposata o di convivente con la capacità di svolgere la mansione di commessa, è davvero poco comprensibile.

E così l'inserzione dell’azienda non è passata incolume dal fuoco delle critiche di giornali e di lettori, che hanno fatto sentire anche sui social la propria voce.

"Le commesse non sposate sono più libere": la precisazione

I giornalisti che hanno approfondito la vicenda per cercare di capire le ragioni di un annuncio così palesemente discutibile, hanno contattato il responsabile dei punti vendita dell’azienda e avrebbero avuto, secondo quanto riportato da alcune testate, una laconica ed evasiva risposta: “sono disposizioni aziendali” .

Un tentativo piuttosto goffo di giustificazione sarebbe stato fatto, a quanto pare, da un dipendente dell'azienda che avrebbe tentato di spiegare l’annuncio sottolineando che “le commesse non sposate sono più libere”. Ma libere di fare cosa? Non potrebbero fare carriera, secondo l'ulteriore precisazione arrivata ai cronisti.

Tra gli altri requisiti richiesti dall’esigente azienda compaiono nell’annuncio i seguenti: età massima trent'anni, residenza a Ragusa (astenersi paesi limitrofi), massima serietà.

Ma non basta evidentemente e cosi si precisa anche: “no sposate, né conviventi”. Queste ultime due voci sono presenti in genere in un curriculum di qualche cuore solitario che spera di convogliare a nozze, ma non certo in una inserzione per trovare una commessa.

Le donne che cercano lavoro nel Sud son spesso mortificate e discriminate

L’inserzione ha scatenato tanta indignazione, non solo tra le donne.

C’è chi ricorda che annunci simili sono da considerare anticostituzionali perché in Italia l'articolo 3 e l'articolo 51 della Costituzione stabiliscono dei principi e impongono la rimozione di ogni ostacolo nel mondo del lavoro per entrambi i sessi. Per alcuni si tratta di una vicenda che viene a mortificare ancor più le lavoratrici di una regione del Meridione dove la disoccupazione femminile, secondo gli ultimi dati Istat, è al 23,3 per cento e dove oltretutto quando le donne riescono a trovare un lavoro continuano ad essere pagate meno degli uomini.

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