Nei secoli precedenti, la religione è stata più un tronco a cui aggrapparsi per non annegare nel divenire, che una ricerca di spiritualità. Norbert Feher, detto Igor il russo, ex soldato dei servizi speciali russi durante la guerra in cecenia, è proprio un caso che sta nel limbo tra religiosità e ricerca della salvezza. Colpevole di 3 omicidi in Spagna, e 2 in Italia (tra cui l'omicidio di Davide Fabbri nella città di Budrio), è riuscito a sfuggire all'estradizione per mancanza di documentazione sulla sua identità. Attualmente, si trova proprio in Spagna, nel penitenziario di Zuera a Saragozza, relegato nella sua vita eremitica, e dedita esclusivamente alle letture religiose, non esce dalla propria cella neanche durante le 2 ore d'aria.

L'immaturità religiosa e le sue cause

Fenomeno comune, quello di Igor, che assume diverse sfumature, in base al vissuto precedente, ma che raggiunge una connotazione particolare per cause legate all'infanzia. Analizzando il caso da un punto di vista dinamico, ci troviamo davanti a un tipo di religiosità ossessiva, che va totalmente al di fuorì del campo spirituale, rientrante nel campo dell'immaturità religiosa. Essa è sempre accompagnata da una sottostante immaturità psicologica, che in base alle proprie caratteristiche, arriva a costituire un bisogno nevrotico generico, come anche narcisistico. Un vissuto non accettato, e dunque rimosso, può scaturire un sintomo, che trova la sua risoluzione, o per meglio dire, compensazione, nella figura di Dio inteso come padre.

Il rapporto anormale dunque, presente nel rimosso, con i propri genitori, condiziona intensamente l'immaturità psicologica e dunque anche religiosa dell'individuo, ma il tipo di rapporto, ne delinea le caratteristiche.Uno stile educativo autorevole, in genere è ciò che permette un normale sviluppo dell'infante, ma talvolta può deviare o non partire per niente da questa posizione, e porsi come un rapporto ansioso, ostile, o persino indifferente, non permettendo un'instaurazione di una fiducia di base, che possa dare sicurezza al bambino durante la sua crescita.

Nevrosi religiosa

Qualsiasi tipo di nevrosi, ha raggiunto nel tempo, una terminologia che racchiudesse pienamente il significato del disturbo. Ma la psicologia religiosa, non è un campo attualmente molto esplorato, specialmente in Italia.Di conseguenza le diverse tipologie vengono affrontate solo sotto un approccio diadico, tra il soggetto, e Dio:

-Religiosità dipendente: caratterizzata da instabilità, ed insicurezza, nel continuo bisogno di affiliazione non riesce ad esprimere la propria individualità repressa.

Vede nella madre Chiesa la protezione di cui necessita e percepisce come un trauma il suo tradimento. -Religiosità da timore: tutto l'opposto della precedente, permeata da un Dio sadico ed implacabile, formatosi insieme alla continua presenza dell'angoscia che lo accompagna. Il soggetto è come un bambino pauroso, che cerca il perdono attraverso un tentativo nevrotico. -Religiosità ossessiva: quando la nevrosi ossessiva assume sintomatologia religiosa, si manifesta con contenuti religiosi osses­sivi, come pensieri blasfemi durante la preghiera oppure in luogo sacro o accostandosi ai Sacramenti o guardando immagini religiose. In altri casi l'ossessione religiosa si esprime con l'impulso ad ur­lare quando ci si trova in chiesa oppure a distruggere la croce o l'ostia santa.

-Religiosità ipomaniaca: tipica di chi è vittima di una mania spirituale, come se avessero un rapporto in linea diretta con dio, che li porta a dimostrare un narcisismo elevato al punto da disumanizzarsi, e rinnegare i propri bisogni fisici. Li porta a sentirsi nettamente al di sopra degli altri, ma con la necessità di cambiare assolutamente il loro punto di vista.

Esistono anche casi di psicosi religiosa, ma sono per lo più manifestazione di deliri derivanti da psicosi come la schizofrenia o la paranoia, e possono presentarsi in qualsiasi forma, anche se la più comune è quella dell'allucinazione visiva. Quanto sopra enunciato, non è un attacco alla religione, bensì una differenziazione, che non è usuale fare.Considerando qualsiasi credente come un essere non ragionevole, dal punto di vista ateo, non ci si sta affidando all'oggettività, ma ad una visione equiparabile in scala a quella di un credente ipomaniacale. Criticare la religione è costruttivo, eliminarne la spiritualità, è cambiare discorso.