L'avventura degli azzurri non poteva iniziare in modo migliore: dopo pochissime ore dalla cerimonia di apertura, Giacomo Bertagnolli (con disabilità visive) e Fabrizio Casal (ipovedente) si sono aggiudicati la prima medaglia di bronzo alle paralimpiadi di PyeongChang nella categoria visually impaired. "Meglio di così non poteva andare, sapevamo che potevamo fare bene ma non speravamo in un risultato così importante. Ora speriamo di fare ancora di più e di migliorare questa medaglia, daremo il massimo", "siamo stati fortunati, non sentivamo la pressione addosso, forse paradossalmente la sentiremo più adesso.

Questa avventura non poteva iniziare in modo migliore, questa medaglia ci dà la carica per affrontare le altre gare che ci attendono". Sono le parole di Bertagnolli e di Casal, orgogliosi del risultato che sono riusciti ad ottenere. Il canadese Macroux si è aggiudicato la medaglia d'oro, seguito dallo slovacco Krako.

La gara è stata disputata sul tracciato olimpico di Jeongseon; i due sciatori trentini erano partiti in sordina, ma nella seconda parte della gara hanno recuperato lo svantaggio iniziale chiudendo la gara con un tempo di 1.26.46, conquistando il terzo posto sul podio. Anche il presidente del Cip Luca Pancalli ha dichiarato di essere molto orgoglioso del risultato dei due ragazzi perché, oltre a guadagnarsi un posto sul podio, hanno dimostrato grande maturità nel gestire la pressione e la difficoltà della gara.

Andare oltre i limiti fisici imposti dal proprio corpo

Le Olimpiadi e le paralimpiadi hanno sempre avuto alla base solidi valori, tra cui la pace e la cultura; sono eventi sportivi importantissimi che permettono di andare oltre le differenze culturali, oltre il razzismo, oltre i propri limiti. Sia il "normale" sia il diversamente abile hanno dato prova di come l'umanità sia in grado di vincere se alle spalle ha valori come la fratellanza, il rispetto delle regole e la lealtà.

Le origini delle Olimpiadi sono antichissime: risalgono al periodo dell'antica Grecia e quando si svolgevano, ogni tipo di guerra o conflitto veniva sospeso per permettere lo svolgimento dell'evento.

Nel 1948 il medico britannico Ludwig Guttmann organizzò una competizione sportiva per veterani della seconda guerra mondiale per veterani con danni alla colonna vertebrale.

Dopo non molti anni, nel 1958, il medico italiano Antonio Maglio chiese a Guttmann di organizzare l'edizione del 1960 a Roma, definendoli "Giochi internazionali per paraplegici; solo nel 1984 il Comitato Olimpico Internazionale li riconobbe come "Giochi paralimpici estivi" ed approvò la definizione di "Giochi paralimpici".

Lo sport "adattato" per persone con disabilità nasce negli anni '40 e fornisce un aiuto valido ed importante nella promozione di una vita più sana ed indipendente. Le persone con disabilità che si avvicinano allo sport sono sempre di più perché durante gli allenamenti viene anche fatta una sorta di riabilitazione, migliorando (anche se non completamente) le condizioni fisiche delle persone; inoltre tutto ciò aiuta le persone ad avere maggiore consapevolezza del loro corpo, a capire quali sono i loro limiti e a tentare di superarli.

L'attività sportiva, soprattutto quella di squadra, facilita e migliora le competenze sociali perché permette di entrare in contatto con altre persone e stabilire con loro rapporti e relazioni anche molto duraturi.

Affinché tutto ciò sia possibile è necessario che la persona diversamente abile abbia alle spalle un forte sostegno da parte della famiglia (amici e parenti) ed un adeguato supporto psico-sociale (medici, psicologi, fisioterapisti) che sostengano la persona durante il suo sviluppo e la sua crescita.

"Gli sportivi disabili diventino ambasciatori della categoria, con la loro voglia di vivere e di divertirsi riescano a trasmettere (…) che anche la persona più in difficoltà può realizzarsi e sentirsi soddisfatta e appagata" (Linda Castellani, Intervista col disabile).

#superuovo

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