Giulianova- Svolta nelle indagini riguardanti l'omicidio di Renata Rapposelli, la donna il cui corpo è stato ritrovato senza vita il giorno 11 novembre 2017. Il giorno dopo il ritrovamento del corpo Giuseppe Santoleri, l'ex marito, aveva tentato il suicidio.

Renata, Giuseppe e Simone: difficili dinamiche famigliari

Renata Rapposelli non vedeva l'ex marito e il figlio da molto tempo. Per questioni economiche, aveva accettato di andarli a trovare nella loro abitazione di Giulianova. La scomparsa della donna proveniente da Ancona era stata segnalata dopo qualche tempo da un membro di un gruppo di religiosi che Renata frequentava.

Le strane dinamiche famigliari che legavano la donna al figlio e all'ex marito hanno subito indirizzato le indagini degli inquirenti verso i due uomini. Giuseppe Santoleri, dopo il ritrovamento del corpo, ha avuto diversi malori. In paese tutti lo descrivono come un uomo mite e anche con dei problemi di invalidità. Diverso l'atteggiamento del figlio, Simone, che si è subito mostrato alle telecamere di Chi L'Ha Visto?, esprimendo e raccontando dettagli, costellati da lapsus piuttosto inquietanti, che non hanno mai convinto gli inquirenti.

Renata morta per 1800 euro?

Secondo le prime ricostruzioni Renata Raposselli il 9 ottobre si era recata in treno dall'ex marito e dal figlio per discutere una questione economica: doveva recuperare 1800 euro di alimenti che l'ex marito le doveva.

Molto probabilmente, affrontando questo argomento nel monolocale di 30 metri quadrati dove padre e figlio vivevano, dev'essere scoppiata una lite furibonda. La litigata è stata anche confermata dalle testimonianze di Simone che però dichiarò di aver chiesto al padre di riaccompagnare Renata in stazione per porre fine all'alterco.

Giuseppe avrebbe quindi accompagnato la ex fino al Santuario di Loreto, dove la donna volle scendere. Questa la versione di Santoleri.

Le indagini e l'arresto

Gli inquirenti dopo il ritrovamento del corpo della pittrice di Ancona, hanno perquisito più volte sia l'appartamento che l'auto di Santoleri e figlio. La testimonianza di una farmacista che dichiarò di aver visto la signora il 9 ottobre intorno alle 17 in stato confusionale e i tabulati telefonici dei tre che mostrarono la "coincidenza" dello spegnimento nello stesso momento dei tre telefoni, hanno fatto sì che si procedesse con il cercare indizi che dimostrassero il coinvolgimento di padre e figlio.

Stamattina, 6 marzo 2018, sono infine stati convalidati gli arresti per i due uomini per concorso in omicidio. Le dinamiche del delitto devono ancora essere chiarite. La morte per avvelenamento al momento l'ipotesi più accreditata.