La notizia è davvero preoccupante, perché potrebbe far pensare ad uno spaventoso passo in avanti del terrorismo internazionale nel creare strumenti di morte. Di certo la polizia turca, impegnata in un controllo di routine ad Ankara, nel distretto di Pursaklar, non si aspettava di effettuare una scoperta simile. A bordo di un’auto ha sequestrato un carico di ben 1,4 chilogrammi di Californio, un elemento radioattivo utilizzato per la fabbricazione di ordigni nucleari. Naturalmente le forze dell’ordine hanno subito arrestato le quattro persone che erano a bordo della vettura.

Le immagini del materiale rinvenuto, fornite dalle autorità turche, mostrano diverse fiale ed un pacchetto di plastica di grandi dimensioni contenenti una sostanza granulare.

Che cos’è il Californio?

Il materiale sequestrato si chiama Californio perché fu sintetizzato per la prima volta nel 1950 da un’equipe di scienziati presso l’Università di Berkeley in California. Si tratta di un elemento chimico radioattivo che ha diverse applicazioni pratiche: può essere utilizzato per avviare reattori nucleari nella produzione di energia, nell’industria estrattiva, come strumento per la ricerca di petrolio o di minerali preziosi, o in medicina, dove trova impiego in piccole quantità nella cura di alcuni tumori come quello al cervello, in cui altre forme di terapie risultano inefficaci.

Ma il timore delle forze dell’ordine è che il carico scoperto nella vettura potesse essere impiegato nella realizzazione di ordigni atomici o di “bombe sporche”, in grado di diffondere grandi quantitativi di radioattività e quindi di moltiplicare in maniera esponenziale le conseguenze dannose del loro impiego.

I tanti dubbi sul carico misterioso

Già in passato Al Qaeda è stata a lungo sospettata di aver cercato in tutti i modi di mettere le mani su sostanze simili al Californio, per compiere attentati ancora più catastrofici. Tuttavia si ignora chi fosse il destinatario dell’ingente quantitativo trovato in Turchia che, secondo i calcoli delle autorità, avrebbe fruttato ai trafficanti una somma davvero notevole, vicina ai 70 milioni di dollari, nel mercato nero.

Al momento risulta ignota anche la provenienza del carico sequestrato: attualmente nel mondo solamente Russia e Stati Uniti possiedono le tecnologie necessarie per sintetizzare questo elemento, che non si trova in natura e può essere creato solamente in laboratorio, ma non si esclude che anche altri Paesi siano riusciti a svilupparle in segreto in questi anni.