Si pensava che, con il terribile atto di bullismo avvenuto a Lucca, si fosse raggiunto il punto più basso dell'istruzione italiana. Invece, come spesso accade, certe vicende portano alla luce eventi passati ai quali, forse, non si era prestata sufficiente attenzione. Solo oggi, infatti, è emerso un altro gravissimo gesto compiuto nei confronti di un professore nel gennaio scorso. La regione "sotto accusa", ancora una volta, è la Toscana.

Attimi di terrore

Tolleranza zero nei confronti dei bulli. Questo è il messaggio trasmesso dal Ministro dell'Istruzione Fedeli che, più di una volta, ha invocato il "pugno duro" verso certi studenti particolarmente indisciplinati.

Le terribili immagini di Lucca, nelle quali si vedeva chiaramente un gruppo di studenti che bullizzava brutalmente il malcapitato professore, hanno fatto il giro del globo, facendo vergognare gran parte del nostro Paese. A distanza di pochi giorni, è emerso un altro caso agghiacciante, avvenuto nel gennaio scorso in un Istituto Superiore situato nei pressi di Pisa. Secondo le ricostruzioni, uno studente appena diciassettenne, dopo l'invito del proprio professore a mantenere un comportamento corretto, avrebbe estratto dalla propria cartella una pistola, puntandola direttamente alla fronte del proprio docente e generando il panico all'interno della classe. In seguito, lo stesso bullo, avrebbe ammesso che si trattava di un "semplice" scherzo e che, quell'arma, era in realtà un giocattolo.

L'insegnante, uscito scosso dall'accaduto, si sarebbe confidato con una propria collega che, senza pensarci troppo, avrebbe deciso di riferire il tutto al Preside, in modo tale da poter punire severamente il ragazzo. A quel punto, il diciassettenne, si sarebbe scagliato contro la docente, insultandola verbalmente e impedendole l'accesso alla presidenza.

I provvedimenti

Lo studente, ovviamente, è stato sospeso e denunciato per violenza e minacce. Da non sottovalutare, inoltre, la paura arrecata al professore e alla classe che, almeno inizialmente, hanno pensato di trovarsi di fronte ad un ragazzo capace di compiere una vera e propria strage. In aggiunta a tutto ciò, ci sarebbe anche l'aggravante delle ingiurie, rivolte alla docente che, per prima, ha deciso di confessare tutto al Preside. Sull'accaduto, intanto, sta indagando la Polizia, mentre il tribunale dei minori si sta occupando dell'intera vicenda.