Non solo producevano quantità industriali di marijuana, ad Orgosolo (sono state sequestrate 1240 piante). Ma la spacciavano pure, a Nuoro e dintorni e – secondo quanto accertato dalla Polizia – minacciavano pure di morte i “clienti” che ritardavano con i pagamenti. Addirittura inviando messaggini minatori, dove spiegavano le loro cattive intenzioni. In cella son finiti tre ragazzini, tutti minorenni e di Orgosolo: F.S., 17 anni, (considerato dagli inquirenti il capo della gang), che è finito direttamente nel carcere minorile di Quartucciu, in attesa di essere sentito dal magistrato che si occuperà del caso.

Poi ci sono C.R., 17enne e M.P., che di anni ne ha 16, ai quali è stato fatto obbligo di non allontanarsi dalla loro abitazione di Desulo, sotto la custodia dei genitori.

Il giudice per le indagini preliminari ha infatti ritenuto più che sufficienti tutti gli indizi portati alla luce della Polizia. E – ritenendo alta la pericolosità sociale dei tre –ha deciso di obbligarli agli arresti. Basta immaginare che qualche giorno fa, gli uomini della Squadra Mobile di Nuoro hanno trovato un po’ di esplosivo, che custodiva gelosamente un fratello dei tre giovanissimi arrestati. Probabilmente sarebbe servito per mettere in atto una delle loro tante minacce. Insomma – secondo gli inquirenti – i tre giovanissimi erano pronti per fare il "grande salto”.

Ed è proprio per questo motivo che Elena Pitzorno – il procuratore del Tribunale dei minori di Nuoro – ha chiesto immediatamente la misura cautelare in carcere, che è poi stata confermata dal giudice per le indagini preliminari, Maria Stefania Palmas.

Minacce ed estorsioni

Le indagini che hanno portato all’arresto dei tre minorenni sono iniziate circa un anno fa, quando uno dei clienti del terzetto si era rivolto alla Polizia, raccontando alcuni particolari. Il giovane infatti ha rivelato agli investigatori che spesso acquistava delle grosse quantità di droga, che i tre facevano pagare comodamente. Fino a quando il debito è cresciuto ed allora sono iniziate le vere e proprie minacce, come si può leggere in uno dei tanti messaggini che il trio inviava ai clienti: “Se non ti trovo a casa, sappi che te la accendo con il fuoco –si legge negli sms – vedrai che ti trovo e ti sperdo, arrivederci all’altro mondo”.

Parole pesanti che hanno fatto preoccupare il giovane acquirente che – nonostante tutto – si è rivolto alla Polizia. Secondo quanto accertato, il 16enne e i due diciasettenni avevano creato una vera e propria banda, e curavano personalmente tutta la filiera della coltivazione della marijuana. Infatti dopo averla fatta essiccare e dopo averla confezionata, la vendevano soprattutto a giovanissimi come loro, in particolare studenti.

Un mercato fiorente

Dalle indagini poi son partiti i pedinamenti e le intercettazioni ambientali, che hanno portato la Polizia a scoprire anche un vero e proprio laboratorio per l’essiccazione e il confezionamento della droga. Il tutto nello scantinato di una palazzina di Orgosolo, dove uno dei tre abitava.

Nel corso delle indagini sono state sequestrate ben 1240 piante di marijuana (tutte in via di essiccazione), e anche un chilo di “erba” già pronta per essere immessa nel mercato illegale delle sostanze stupefacenti. Tra le droghe trovate anche cocaina e hashish.