La vita reale spesso è più straordinaria ed inquietante di qualsiasi thriller cinematografico o letterario; lo scorso 25 aprile, a Los Angeles, sono iniziate le riprese di un documentario della HBO basato sul libro I'll Be Gone in the Dark di Michelle Mcnamara la ricerca ossessiva di una donna al Golden State Killer, il giorno successivo la polizia di Sacramento annuncia in conferenza stampa di aver arrestato un uomo sospettato di essere proprio il serial killer protagonista del romanzo.

Si tratta di Joseph James DeAngelo, 72 anni, ex agente di polizia accusato di essere l'autore di due omicidi, avvenuti nella città californiana nel 1978. Ancora una volta, il test del DNA risulta fondamentale nella ricerca delle prove. Nuove ed evolute tecniche di rilevazione di tracce biologiche-inesistenti negli anni '80 hanno permesso alla polizia di arrivare all'ex poliziotto che corrisponde al profilo di quello che, per 40 anni, è stato soprannominato dai giornali anche Original Night Stalker, East Area Rapist.

A cui sono stati attribuiti ben 12 omicidi, 45 stupri e 120 rapine perpetrati in un'area che va da Sacramento alla Orange County in un decennio tra il 1976 ed il 1986

La scia di sangue nella California degli anni '80

La lunga scia di sangue inizia il 18 giugno 1976 a Rancho Cordova quando il serial killer, impugnando un coltello da macellaio, si introdusse di notte nell'abitazione di una donna che viveva da sola con il figlio di tre anni.

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Cronaca Nera

Dopo averli legati e bendati entrambi, stuprò la madre. Il modus operandi del Golden State Killer inizialmente consisteva nell'agire in quartieri abitati da benestanti durante la notte, alla ricerca di donne single che vivevano preferibilmente in villette a un piano, solitamente vicino a una scuola, un torrente, un sentiero o altri spazi aperti che permettessero una via di fuga veloce. Avvistato diverse volte è sempre riuscito a fuggire, in un'occasione sparò ferendo gravemente il suo inseguitore, successivamente iniziò a rapinare anche le coppie.

La sua procedura standard era quella di irrompere attraverso una finestra o una porta scorrevole in vetro, poi svegliare gli occupanti addormentati con una torcia elettrica mentre li minacciava con una pistola. Dopo averli legati poteva rimanere in casa anche per ore, rovistando ovunque per rubare oggetti preziosi e denaro, mangiando cibo e violentando anche ripetutamente le donne.

L'investigatore e la scrittrice

Paul Holes, l’investigatore della Contea californiana di Contra Costa, che ha seguito il caso praticamente dall'inizio, spiega al LA Weekly di come il Golden State Killer avrebbe operato con scaltrezza, ma non poteva tenere conto dell'uso della tecnologia per rilevare le tracce del DNA. Il cerchio dei sospettati si era già ristretto grazie al profilo preparato dall'FBI, che descriveva il serial killer come conoscitore delle tecniche investigative e dell'organizzazione militare, vista la capacità di preparare nei dettagli gli assalti.

Ben addestrato fisicamente, conoscitore della zona, caratteristiche che si cuciono addosso ad un ex poliziotto di quartiere come DeAngelo. Come ammette lo stesso Holes, una svolta decisiva al caso è stata data dalla giallista Michellle Mcnamara e dalle sue ricerche per la stesura del romanzo I'll Be Gone in the Dark. La Mcnamara- moglie dell'attore Patton Oswalt (The Goldbergs, The Agent of S.H.I.E.L.D)- nota per aver creato il popolare blog TrueCrimeDiary nel 2006, si interessa al caso Golden State Killer e scrive un articolo per il Los Angeles Times sul serial killer nel 2013.

È stata proprio lei a coniare il termine "Golden State Killer", collegando i crimini di Original Night Stalker e lo stupratore di East Bay. Michelle Mcnamara muore prematuramente nel 2016 a soli 46 anni ed il suo libro viene pubblicato postumo nel febbraio di quest'anno, dopo essere stato ultimato dal collega Paul Haynes

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