Manca poco più di un’ora al fischio d’inizio di Liverpool-Roma, semifinale di Uefa Champions League, quando un gruppo di tifosi romanisti, secondo quanto riportato dai media locali, ha aggredito dei supporters dei Reds. Il ferito più grave è Sean Cox, un uomo di 53 che ha riportato gravi danni al cervello che ne hanno provocato il coma. Due ultras della Roma sono stati fermati dalla Merseyside Police, la quale contesta il reato di aggressione e lesioni gravi contro Cox, ad uno dei due tifosi, e più genericamente di disordini violenti, all’altro.

Si attende ora che la South SeftonMagistrates Court formalizzi il fermo. Secondo la psicologia, quali processi intervengono in un gruppo di persone, per far si che sfoci la violenza?

Il 'gruppo' secondo la psicologia sociale

La psicologia sociale studia in soprattutto l’influenza che le altre persone esercitano sul modo in cui pensiamo, sentiamo e ci comportiamo. Secondo Lewin, psicologo tedesco immigrato negli USA negli anni 30, il gruppo è qualcosa di più e di diverso rispetto ai membri che lo compongono. Si ha un gruppo quando vi è un destino comune sentito come tale. Quando un obiettivo quindi viene assunto, sentito, vissuto come comune. I fenomeni sono spiegati non dagli elementi, o individui che costituiscono il gruppo, ma dalle interazioni tra gli elementi, tra le “forze” che da questi originano.La coesione è un fattore che caratterizza il gruppo.

Quando i pensieri e le azioni di un individuo tendono a coincidere con quelli di un aggregato di altre persone, la coesione sociale aumenta. Più i gruppi sono coesi più aumenta l’influenza sociale che esercitano (intesa come il cambiamento che si verifica in presenza di altre persone, dei pensieri, giudizi e comportamenti).

Secondo Lickel e i suoi collaboratori (2000), si possono distinguere 4 classi di gruppi: aggregati di persone (pendolari alla fermata del treno), categorie sociali (quali la nazionalità, religione, etnia), gruppi di lavoro con un obbiettivo comune (ad esempio i colleghi) e gruppi intimi (come gli amici).

Le dinamiche intergruppo

Come può un semplice gruppo di persone attuare violenza come nel caso di cronaca riportato? Prima di tutto c’è un’altra distinzione da fare: quella tra “ingroup” e “outgroup”. Le persone che appartengono alla nostra stessa categoria sono i membri dell’ingroup, le persone appartenenti ad un’altra categoria sono membri dell’outgroup. Gli individui tendono a considerare il proprio ingroup migliore dell’outgroup. Questo favoritismo verso il proprio gruppo avviene grazie ad una tendenza chiamata ingrouopbias o intergrouobias. Il tifoso è un soggetto che dirige il proprio comportamento in vista di un fine e secondo le aspettative dell’ingroup, preferendolo all’outgroup, il quale invece diventa bersaglio di pregiudizi e categorizzazione sociale.La cultura di gruppo degli ultras è da considerare come una cultura forte, capace di trasformare l’organizzazione in un mondo in cui al di là delle singole differenze personali, valgono per tutti i membri le medesime regole e norme, le quali riescono ad esercitare un’influenza notevole negli atteggiamenti ma soprattutto nei comportamenti degli individui.

Bisogna considerarla come cultura forte poiché è stata capace di gestire l'uso della violenza, indirizzandola solo verso nemici esterni, ed è riuscita a far tacere, dentro la curva, le differenti opinioni personali in nome della comune fede di gruppo e nel senso di appartenenza ad una dimensione collettiva. Per gli appartenenti al gruppo si vanno ad instaurare processi quali la costruzione di un’identità sociale e di appartenenza che vanno al di sopra dell’identità personale. Per concludere, processi come la discriminazione dell’outgroup, come la formazione di pregiudizi o la categorizzazione sociale, spesso in aggiunta all’influenza forte di un Leader, possono sfociare di conseguenza in atti estremi come la violenza, grazie anche a fenomeni di deumanizzazione del nemico (arrivando quindi a non considerare più un essere umano il beraglio della violenza) o di perdità\diffusione di responsabilità all’interno del gruppo, riguardo all’atto che si sta compiendo.