Il consumo di cannabis è sempre stato un tabù in Italia, poiché della pianta si ricorda solo un mero effetto stupefacente. Di conseguenza, la causa di molti episodi di violenza viene attribuita a coloro che abusano di questa sostanza, ma non solo: il suo consumo, infatti, può avere anche degli effetti spiacevoli proprio sulle persone che ne fanno uso. Di seguito, ci soffermeremo nell'analizzare cosa si nasconde dietro un ragazzo che fa uso di marijuana.

Sfatiamo qualche stereotipo fallace

Cosa spinge un ragazzo a far uso di sostanze stupefacenti come la marijuana?

Cosa accade prima e dopo, ma soprattutto mentre, nella mente di questo ragazzo? Cosa prova, cosa sente, cosa percepisce, cosa vorrebbe percepire, o meglio, cosa vorrebbe ottenere? Ponendo per un attimo in secondo luogo il risvolto meramente etico della situazione, bisognerebbe analizzare la stessa e l'azione in quanto tale, effettuandone un'ipostatizzazione: cosa significa, latentemente, per il ragazzo, quest'azione?

Prima di continuare, sarebbe opportuno far cadere vari stereotipi: non è vero che tutti i ragazzi che fanno uso di certe sostanze (e in particolare di marijuana) siano dei giovani reprobi, socialmente non inseriti, non affidabili. Ci sono anche moltissimi ragazzi normali che godono di un ottimo rapporto con l'ambiente (inteso come società), che sono studiosi ed apprezzano la cultura, che fanno uso di queste sostanze, quindi è assolutamente da sfatare il mito secondo cui queste azioni vengano effettuate principalmente da giovani moralmente compromessi.

La psicologia di un ragazzo che fuma marijuana

Dopo aver sfatato questo mito, possiamo addentrarci in un'analisi dell'azione, cercando un motivo latente che spinge un ragazzo qualsiasi a fumare o a far uso di sostanze stupefacenti. Dietro una scelta di questo tipo possono nascondersi svariate motivazioni, che vanno da una più semplice volontà di inclusione in un gruppo per farsi percepire più forti, ad un più complesso problema interiore, che potrebbe anche essere causa della motivazione sopra descritta.

Molto spesso è possibile che il problema principale sia una non-accettazione da parte del proprio "Io" più interiore su quello che è il proprio "Io" esteriore, ossia un non voler essere interiormente complici delle azioni effettuate. Infatti si tende spesso a compiere delle azioni eticamente e moralmente non molto rette - delle quali si è inconsciamente consapevoli - ma nonostante ciò vengono comunque portate a termine.

Solo in un secondo momento, poi, ci si rende conto dell'errore, e si comincia a rimuginare su di esso.

Ed è proprio in questo momento che l'Io inconscio ed interiore rinnega l'atto commesso. Non è sempre detto che un ragazzo, o una qualsiasi persona, quando decide di fumare nel suo conscio rimuova l'iniquità dell’azione, infatti è molto probabile che un giovane sappia perfettamente a cosa sta andando incontro, e proprio per questo porta avanti la sua decisione, senza alcuna ripercussione psicologica dovuta all'azione reproba successivamente. Ma com'è possibile tutto ciò? Molto probabilmente perché, dentro di lui, vi è un qualcosa di più grande che lo logora: un'alienazione di sé.

Sappiamo benissimo che gli adolescenti sono molto spesso lunatici o aggressivi, ma dovremmo anche imparare a capirne i motivi: la scarica di ormoni comporta una crescita - in tutti gli aspetti - vertiginosa ed esponenziale, e questo sbilancia molto spesso il ragazzo, provocandogli momenti nei quali non si sente neanche più suo, non si appartiene, si sente alienato da sé, dal suo sé, e ciò lo distrugge inconsciamente e, privo di autostima, cerca di riconquistarla grazie all'esterno, e quindi ad altre persone.

Qual è il metodo più semplice?

Sentirsi forte, grande più degli altri, al fine di sentirsi apprezzato ed incrementare l’autostima, per cercare di reintegrare l'Io nel sé, per sentirsi ancora una volta se stesso. Ecco, quindi, che possiamo "comprendere" questo tipo di azioni.

Quasi morta per aver fumato marijuana

Eppure bisogna arrendersi all'evidenza: compiere determinati gesti, può sempre comportare delle conseguenze perigliose, pur non volendole, come nel caso di una ragazza milanese che, durante una gita scolastica a Napoli, è caduta dalla finestra dell'hotel a causa di uno spinello. La giovane, infatti, pare avesse appena fumato con due amiche e, sentitasi male, è caduta verso il vuoto, fratturandosi il bacino.

Dopo essere stata ricoverata presso l'ospedale Cardarelli di Napoli, è stata trasferita al Niguarda di Milano, dove è stata sottoposta ad un'operazione chirurgica: in questo momento le sue condizioni sono in via di miglioramento, e la prognosi è di quaranta giorni. Maurizio Salvati, collaboratore del dirigente scolastico dell'istituto con il quale la ragazza era andata in gita, ha dichiarato: "è sempre stata una ragazza modello, ed i suoi amici sono tutti bravi ragazzi". Inoltre ha aggiunto che gli accompagnatori sono tre insegnanti esperti che avevano passato in rassegna le stanze degli studenti poco prima che si verificasse il fatto. Tutto ciò fa pensare che le studentesse abbiano acquistato l'erba in strada.

Questa testimonianza non fa altro che rafforzare l'inesattezza di tutti gli stereotipi che ruotano spesso intorno a queste vicende.

I carabinieri, in seguito alle testimonianze raccolte, hanno deciso di denunciare due coetanei della vittima per averle venduto la sostanza stupefacente.