Si chiama Francesca Totolo, la collaboratrice-influencer di estrema destra che ha dato inizio alla fake news su Josefa [VIDEO], la migrante tratta in salvo dalla Ong Proactiva Open Arms. La donna ha rilasciato un'intervista a La Stampa, in cui spiega chi è e da dove ha tratto 'l'ispirazione' per insinuare quel dubbio che su Twitter è diventato virale.

L'intervista a La Stampa

Francesca Totolo, 41 anni, si definisce una ''ricercatrice indipendente'' che opera nel settore dell'informazione e dell'opinionismo di estrema destra. Come lei stessa dichiara, non fa nè giornalismo nè politica, il suo lavoro è quello di ''twittare''.

Tuttavia, nel corso della sua carriera, ha collaborato con Il Primato Nazionale, una testata online d'eccellenza per partiti e movimenti come CasaPound [VIDEO]e affini. Inoltre, pare molto legata anche a certi account anonimi e ad alcuni portavoce conclamati che appartengono all'universo sovranista, la maggioranza dei quali, tra l'altro, è rinomata per la diffusione di informazioni diffamanti nei confronti dei migranti e delle organizzazioni e associazioni che si occupano di questioni umanitarie. ''Per me i migranti sono vittime, ma anche strumenti di propaganda, da parte di entrambi i fronti'', spiega Francesca, che per questo diffida delle Ong. La fake news su Josefa, stando all'autrice, sarebbe partita dal servizio del TG5 che ha riportato la vicenda del salvataggio della donna. Al suo sguardo non sarebbe sfuggito lo smalto rosso sulle unghie della naufraga, e così ha deciso di riportare le sue perplessità sui social.

Teoricamente, la sua intenzione non era quella di creare una vera e propria 'bufala', ma quella di limitarsi ad insinuare il dubbio. Molti utenti, però, pare che abbiano scelto di assecondarla più del dovuto, mettendo in discussione la versione di Open Arms e affidandosi alla corrente della disinformazione e del complottismo. E non è tutto: pare, infatti, che non sia la prima volta che Francesca Totolo si occupa di riportare degli episodi inerenti al tema dell'immigrazione e delle Organizzazioni Non Governative. Nonostante non abbia competenze certificate a riguardo e si definisca ''un'autodidatta'' che ha studiato il gergo del mare facendo vela e windsurf, ''a 40 ha voluto reinventarsi'', con l'obiettivo di ''fare qualcosa per il proprio Paese''. Si descrive, infatti, come una ''patriota'' che ha fatto di questo tipo di collaborazione un vero e proprio lavoro, leggendo e scrivendo in rete anche ''18 ore al giorno''.