Erba - A distanza di 12 anni dalla condanna all'ergastolo attribuita ai coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano accusati nell'anno 2006 di esser stati i fautori della strage di Erba, il programma condotto da Nadia Toffa e trasmesso su rete Mediaset Le Iene indaga sulla veridicità della condanna, ponendo un quesito che attualmente sembrerebbe essere quasi irrisolto: Rosa e Olindo sono realmente gli autori della strage in cui morirono brutalmente tre adulti e un bambino?

Domenica 7 ottobre, in prima serata è andata in onda la seconda puntata del format televisivo Le Iene che con un servizio della durata di circa mezz'ora ha risollevato le questioni riguardanti uno dei casi più cruenti della cronaca italiana: la strage di Erba.

L’intero servizio è stato dedicato sia alle dichiarazioni rilasciate dal testimone della strage unico sopravvissuto, Mario Frigerio, che interrogato direttamente in ospedale e successivamente in aula indicò Rosa e Olindo come fautori della strage, sia ad alcuni dettagli del caso non presi in considerazione finora.

Rosa e Olindo sono innocenti?

A decidere di far riaprire il caso secondo quanto mandato in onda durante la puntata è stato proprio Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef, vittime della mattanza. L’uomo, durante un’intervista svolta da Antonino Monteleone, giornalista del format televisivo, ha spiegato di essere convinto dell’innocenza di Rosa e Olindo, di non credere alla ricostruzione dell’omicidio fatta dagli inquirenti e alle testimonianze di Mario Frigerio, incongruenti nelle diverse fasi degli interrogatori alla quale l’uomo, attualmente deceduto, si è sottoposto.

Ripercorrendo e analizzando i dettagli del caso e il racconto del testimone chiave, sia la psicologa del carcere di Como dove i coniugi sono detenuti, sia molti giornalisti che si sono occupati del caso in maniera dettagliata sembrano non essere convinti né della confessione di Rosa e Olindo né del racconto del sopravvissuto Mario Frigerio che durante una prima confessione, parlando dell’assassino aveva dichiarato: "Si tratta di un uomo più alto di me di almeno di 10 cm, carnagione olivastra e probabilmente di nazionalità araba”. Secondo quanto mostrato durante il servizio, Frigerio sia in tribunale durante il processo, sia durante gli interrogatori successivi svolti durante la sua permanenza in ospedale, aveva ritrattato il profilo dell’assassino da lui dichiarato e additato il vicino di casa Olindo e la moglie come unici colpevoli della strage.

Confessioni ritrattate e dettagli mancanti

A incrementare i dubbi sulla colpevolezza dei coniugi, secondo quanto dichiarato al termine delle indagini condotte dal Ris di Parma, sarebbe inoltre l’assenza di tracce biologiche delle vittime all'interno dell’abitazione di Rosa e Olindo. Secondo quanto dichiarato dalla coppia durante la prima confessione dove si dichiarano colpevoli, entrambi dopo aver commesso la mattanza sarebbero tornati a cambiarsi all'interno del proprio appartamento, quindi in base a quanto sottolineato dai giornalisti, da Marzouk e dalla polizia scientifica sembrerebbe quasi impossibile non aver rilevato alcuna traccia delle vittime. Durante le indagini, oltre all'assenza di tracce biologiche sopracitate sembrerebbero essere emersi alcuni dettagli fondamentali mai presi in considerazione in maniera approfondita: non sarebbero mai stati analizzati alcuni elementi che potrebbero essere di fondamentale importanza, come un accendino, un mazzo di chiavi ed un telefono, finiti in maniera inspiegabile distrutti.

Tra le incongruenze del caso, sottolinea il giornalista, vi sarebbe la confessione di Rosa e Olindo successivamente ritrattata, le motivazioni dell’omicidio e il racconto dettagliato di come si sarebbe svolto, incongruente per alcuni versi con quanto dichiarato dalle forze dell’ordine e dal personale sanitario intervenuto sul luogo del delitto.