Mattia Mingarelli ancora non si trova. Sono trascorsi ormai 10 giorni da quando il giovane agente di commercio comasco ha raggiunto la baita di famiglia a Chiesa Valmalenco, in provincia di Sondrio, e dopo una breve escursione ha fatto perdere le sue tracce. Mentre le ricerche continuano senza sosta, gli inquirenti cercano di risolvere un caso intricato con diversi punti oscuri. Gli amici e i famigliari del 32enne non credono all'allontanamento volontario e avanzano un'ipotesi agghiacciante: "L'hanno portato via".

Gli amici non credono al gesto estremo, forse qualcuno l'ha preso

"Cos'è successo a Mattia? Dove può essere finito?" si chiedono parenti e amici. La scomparsa di Mattia è un vero e proprio giallo: il giovane, originario di Albavilla, in provincia di Como, è arrivato alla baita nella mattinata di venerdì 7 dicembre per trascorrere il ponte dell'Immacolata sulla neve. I genitori, la sorella Elisa e gli amici non riescono a trovare pace, nessuno di loro crede che il ragazzo si sia allontanato volontariamente e, tra di loro, c'è anche chi come Fabio, che lo conosce da tempo, è convinto che gli sia accaduto qualcosa di grave: "E' una persona rispettosa, riservata ed educata.

Non si è suicidato: forse qualcuno l'ha portato via. Se no, il suo cellulare non si sarebbe mai potuto trovare dove è stato ritrovato" ha confidato al quotidiano La Provincia di Como.

Neppure Davide, un collega di Cesano Maderno crede al gesto estremo: "E' un ragazzo sereno, pacifico: non è una testa calda e con lui è impossibile litigare. Non sembrava avere preoccupazioni e stava organizzando il Capodanno proprio in Valmanenco. Penso sia accaduto qualcosa di inaspettato".

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Cronaca Nera

Intanto su Facebook la sorella di Mattia ha lanciato accorati appelli chiedendo la massima condivisione:

Le ultime ore di Mattia

Venerdì 14 ottobre il Procuratore della Repubblica Claudio Gittardi ha fatto il punto della situazione e ha comunicato che le ricerche saranno portato avanti con modalità tecniche più specifiche. Sebbene la sparizione volontaria ed il gesto disperato siano ipotesi ritenute a questo punto poco probabili, è pur vero che non sono stati rinvenuti elementi che facciano propendere per una pista delittuosa.

Gli inquirenti, intanto, stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti di Mattia. Il giovane, dopo essere passato nella baita di famiglia, intorno a mezzogiorno, avrebbe pranzato presso il rifugio La Gusa, sempre in località Barchi.

Secondo la proprietaria, Graziella Polattini, il giovane ha lasciato il punto ristoro tra le 14.20 e le 14.40, dicendo che sarebbe andato a spostare la sua auto e poi avrebbe raggiunto il Palù, con il suo cane Dante.

L'Audi del giovane (ancora sotto sequestro per le analisi dei carabinieri del Sis) è stata ritrovata al parcheggio di San Giuseppe e, intorno alle 16 - come testimoniato da una foto postata su Instagram - Mattia stava facendo la piccola escursione annunciata.

Le certezze degli investigatori, però, sembrano terminare qui anche se Giorgio Del Zoppo, titolare del Rifugio Ai Barchi, ha raccontato di aver visto Mattia intorno alle 18 e di aver trascorso un'ora, forse due con lui.

Proprio Del Zoppo ha consegnato il cellulare del giovane ai carabinieri spiegando di averlo trovato nella neve.

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