È ancora avvolta nel mistero la scomparsa di Mattia Mingarelli, 30 anni. Il giovane agente di commercio originario di Albavilla (Como), venerdì 7 dicembre, ha raggiunto in auto Chiesa Valmalenco (dove la famiglia ha una baita) per una piccola vacanza sulla neve. Dopo aver sistemato i bagagli, è uscito per una passeggiata in compagnia dell'inseparabile cane Dante ed è sparito nel nulla. Il suo smartphone (ora al vaglio della sezione investigazioni scientifiche) è stato rinvenuto dal gestore di un rifugio, mentre l'amico a 4 zampe è stato ritrovato nei pressi della baita.

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L'ultima foto sulla neve

Lunedì, i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche (appartenenti al reparto operativo del comando provinciale di Milano). hanno messo i sigilli all'abitazione di Mattia, alla sua auto e al rifugio Ai Barchi (dove il ragazzo ha trascorso qualche ora in compagnia del titolare, Giorgio Del Zoppo). Pare però che i rilievi non abbiano evidenziato nulla di anomalo.

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Ancora sotto analisi, invece, è il telefonino dell'agente di commercio. Lo smartphone è stato ritrovato proprio dal Del Zoppo sulla neve, poco lontano dalla baita: «Ho sentito squillare, l’ho visto, l'ho preso e ve lo ho consegnato» ha spiegato ai carabinieri che lo hanno sentito a lungo come "persona informata sui fatti". Gli inquirenti sperano di trovare nel cellulare delle risposte ai tanti interrogativi che ruotano intorno alla scomparsa di Mattia.

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Cronaca Nera

Per ora, è emerso che poco prima di sparire, Mattia ha scattato delle foto al cane Dante e, proprio venerdì pomeriggio, ne ha postata su Instagram una che ritrae l'animale giocare nella neve in località Barchi, lungo il sentiero che sale sino al Palù.

Le ricerche

Le ricerche del trentenne comasco proseguono senza sosta da ormai 4 giorni: ieri i vigili del fuoco sono saliti in quota anche con l'elicottero Dragon 82 e hanno perlustrato dall’alto tutta la zona dei Barchi.

Gli uomini del soccorso alpino e della Scuola alpina della Guardia di Finanza stanno setacciando con i volontari della Protezione civile, boschi e sentieri in località San Giuseppe.

Oggi, Claudio Gittardi, procuratore capo della Procura di Sondrio, incontrerà la stampa per fare il punto sulle indagini. Nelle scorse ore si è limitato a dire che si tratta di un "caso di scomparsa", ma le indagini proseguono a 360 gradi, in quanto, ancora non può essere abbandonata nessuna pista: dall'allontanamento volontario (ritenuto impossibile dai famigliari di Mattia), al malore e all'incidente, senza tralasciare possibilità più tragiche.

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Al momento nessuno stato iscritto sul registro degli indagati.

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