È il paese del silenzio perfetto: non si sente volare una mosca, ma nemmeno uno squillo di telefono. Non che abbia mai corso il rischio di diventare un posto caotico e chiassoso Ponte Nizza, comune in provincia di Pavia, tanto più la sua frazione di Abbadia Sant'Alberto circondata da monti, tra verdi pascoli, castagni, querce e abeti.

Ma da un anno a questa parte, la località è competamente isolata: il 'gelicidio' che l'11 dicembre dello scorso anno ha funestato la valle, ha tranciato tutte le linee telefoniche. I pochissimi abitanti della frazione, anziani e frati dell'eremo, abituati già a un regime di vita spartano, quieto e contemplativo, non stanno vivendo favorevolmente questa suppletiva condizione di ritiro obbligato.

Soprattutto perché i danni all'economia e al turismo sono ingenti.

Il paese del silenzio, centralina Telecom fuori uso

Silenzio assoluto: è quello che vige ad Abbadia Sant'Alberto dove le linee telefoniche sono inattive dall'11 dicembre del 2017, una data che i pochi, pochissimi abitanti, anziani e i frati dell'eremo di San'Alberto di Butrio, non dimenticheranno più. Quel giorno ci fu un'ondata di maltempo senza precedenti che ha messo fuori uso una centralina Telecom: la caduta di molti alberi ha tranciato le linee telefoniche provocando danni pari a quattro milioni di euro.

In un mondo contraddistinto da rumori e da ogni tipo di inquinamento acustico e in cui la tecnologia 'obbliga' a una vita perennemente connessa, questa storia sembra quasi irreale.

Un paesino già isolato per le caratteristiche geografiche del territorio, è ora costretto a una condizione di isolamento estremo dal mondo. Telefoni fuori uso e cellulari pure non essendoci quasi copertura. Però, mentre gli abitanti vivono una sorta di ritorno al medioevo, al danno si unisce la beffa: le decina di famiglie e i frati che abitano nella frazione, devono comunque pagare la bolletta anche se il servizio non c'è.

Nella località di grande bellezza e suggestione, non c'è una farmacia, un medico e neanche negozi, e con un inverno rigido appena iniziato, la condizione di rigoroso isolamento costituisce un problema per gli anziani. Tra loro, alcuni lamentano che per parlare con i figli devono aspettare che li vadano a trovare.

A quanto pare si tratta di un problema che accomuna molti piccoli comuni dell'Oltrepò Pavese e al di là del gestore.

Paese isolato, il ''lamento' dei frati

A risentire di questa situazione di silenzio obbligato, paradossalmente, sono anche i frati dell'eremo, per scelta e vocazione allenati alla quiete e all'isolamento, spesso 'invidiati' perché vivono in un'oasi di pace. Questa condizione nuoce al turismo: a fronte dei duemila visitatori circa che arrivano ogni anno all'eremo, da un anno a questa parte a causa del non funzionamento dei telefoni, sono saltate decine e decine di visite guidate. Un motivo di forte preoccupazione per i monaci: senza entrate economiche, il monastero non si mantiene.

Tutti, anche il sindaco di Ponte Nizza, Tino Pernigotti, hanno interpellato la Telecom per chiedere il ripristino del servizio, specie in vista della stagione inclemente che promette forti nevicate. Ma finora tutte le richieste sono rimaste inascoltate. Qualcuno come frate Ivan non perde il senso dell'umorismo liquidando la faccenda con una battuta: "Fanno meno fatica a comunicare i nostri missionari in Africa".