Un nuovo, presunto caso di pedofilia, scuote la Chiesa Cattolica, e questa volta arriva dagli Usa, dove negli scorsi giorni la Polizia di Phillisburg, New Jersey, ha arrestato un parroco 63enne, Thomas P. Ganley. Secondo quanto riportato dal New York Times, il religioso avrebbe compiuto diversi abusi sessuali su un minore. Gli episodi contestati al soggetto risalgono agli anni '90. Mercoledì scorso, 16 gennaio, è scattata l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.

Sconosciuto il sesso del minore

Per la delicatezza della vicenda, e per proteggere l'identità della vittima, come sovente si fa in questi casi, gli inquirenti non hanno divulgato ne le generalità della vittima, ne se sia maschio o femmina. Padre Ganley era assegnato alla chiesa dei santi Filippo e Giacomo, situata sempre nella città di Phillisburg. I reati, precisa la stampa statunitense, non si sarebbero verificati in quest'ultima parrocchia, ma in quella di Santa Cecilia, nella sezione Iselin di Woodbridge.

Entrambe le parrocchie fanno parte della diocesi di Metuchen, località situata nella contea di Middlesex, sempre nello stato del New Jersey. Si tratta del primo caso di abuso sessuale contestato dalla task force locale, che sta perseguendo la sua missione per cercare giustizia per le persone vittime di questi incresciosi episodi, che indubbiamente le segneranno a vita. La Clergy Abuse Task Force del New Jersey è stata costituita lo scorso anno.

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Cronaca Nera

Non erano mai stati rilevati episodi preoccupanti nei confronti del parroco

Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Metuchen, reverendo James F. Checchio, il quale ha dichiarato che non ha mai ricevuto segnalazioni preoccupanti sul prete indagato, che ha anche prestato servizio come cappellano presso il Warren Campus Hospital di St. Luke, struttura situata sempre nella stessa cittadina in cui sono avvenuti i fatti qui esposti.

Kira Bub, portavoce della Rete Sanitaria, ha invece parzialmente smentito questa dichiarazione del reverendo, e ha informato che il presunto pedofilo non ha mai prestato servizio stabilmente nel nosocomio in questione, se non su richiesta di alcuni pazienti che lo hanno ricevuto nelle proprie stanze. Ma anche qui non si rilevano comunque episodi degni di nota che il sacerdote avrebbe compiuto. Il vescovo ha comunque concluso che la vittima si è presentata ormai quando era adulta, e ha denunciato episodi avvenuti quando quest'ultima era minore.

Se la diocesi avesse ricevuto già all'epoca segnalazioni simili, "secondo il protocollo della Chiesa, sarebbe quindi stato rimosso dal sacerdozio", così conclude il reverendo Checchio.

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