La notte scorsa presso la baraccopoli di San Ferdinando, piccolo comune calabrese vicino a Gioia Tauro, è divampato un incendio. Le fiamme hanno causato una vittima, si tratta di un giovane di nazionalità senegalese.

La vittima è un uomo che viveva all'interno di una piccola roulotte situata nel campo, dove da qualche anno risiedono un buon numero di immigrati. L’incendio, secondo quanto dichiarato dalle Forze dell’ordine intervenute tempestivamente in concomitanza con i Vigili del Fuoco, è scoppiato in una baracca che distava all'incirca una quindicina di metri dalla roulotte del ragazzo. Data la presenza di diverso materiale utilizzato principalmente per costruire le baracche come legno plastica e cartoni, l’incendio in pochi minuti si è propagato in tutto il campo.

L’uomo è stato colto dalle fiamme nel sonno e non ha avuto il tempo di potersi allontanare e mettersi in salvo. Le fiamme hanno inoltre distrutto una ventina di baracche adiacenti al camper della vittima.

Corteo di protesta dopo l'incendio

Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, il rogo molto probabilmente potrebbe essere state scaturito da uno dei numerosi fuochi accesi dai migranti in prossimità delle abitazioni per riscaldarsi e cucinare.

A provocare l’incendio sarebbe stata una scintilla di uno di questi focolari accessi vicino a cartoni e tavole di legno.

Dopo l’ennesimo incendio avvenuto nelle baraccopoli e dopo la morte del giovane senegalese si è immediatamente creato caos e tensione tra i migranti residenti in queste abitazioni di fortuna. Sono proprio i migranti a chiedere da diverso tempo delle istituzioni per creare delle soluzioni abitative che porterebbero all'abolizione dell’emergenza baraccopoli, essendo questo un luogo insicuro per la loro incolumità e quella delle loro famiglie.

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Cronaca Nera

Secondo alcuni media locali, nella mattinata odierna i migranti hanno organizzato un corteo di protesta che si propagherà fino al paese di San Ferdinando.

Matteo Salvini: 'Basta abusi e illegalità, ora sgombereremo la baraccopoli'

Il primo ad esprimersi sulla triste vicenda, che si trascina delle precedenti analoghe o peggiori, è stato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale attraverso il proprio profilo ufficiale su Facebook ha dichiarato di aver promesso in passato di voler sgomberare le baraccopoli di San Ferdinando e di essere ancora intenzionato a mantenere la promessa.

Salvini ha sottolineato che già da tempo per gli extracomunitari con protezione internazionale sono disponibili 133 posti relativi ai progetti Sprar, ma che avrebbero aderito solo otto persone, mentre molti altri immigrati che sarebbero potuti andare a vivere al Cara o ai Cas avrebbero invece preferito rimanere nel ghetto delle baraccopoli.

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