E' una storia davvero terribile quella che arriva dall'Argentina, precisamente da Paranà, dove un uomo, Miguel Angel Cristo, di 28 anni, e la sua compagna, sono ritenuti i presunti responsabili dell'omicidio della loro figlioletta di soli 2 anni. Stando a quanto riporta la stampa locale, pare che la coppia, in preda, forse, ad un raptus di follia, si sia accanita contro la creatura, uccidendola. La bimba, almeno secondo il rapporto dei medici, aveva il naso rotto e varie fratture, il che dimostrerebbe le violente percosse subite prima del decesso.

I sanitari hanno tentanto disperatamente di salvare la vita alla piccola, ma purtroppo i tentativi non sono serviti. I due soggetti, attualmente, si trovano in carcere e continuano a rimpallarsi tra di loro le responsabilità. A breve comincerà il processo nei loro confronti.

Sulla bimba anche bruciature dovute alle sigarette

I sanitari non hanno trovato solo fratture e lesioni sul corpo della piccola, ma anche bruciature, dovute probabilmente alle sigarette. Non solo, perché la bimba presentava anche segni evidenti di malnutrizione. Quest'ultima situazione sarebbe stata a dir poco fatale per la bambina, poiché questo stato di salute avrebbe danneggiato i suoi organi interni. I media riferiscono che sia stato proprio Angel Cristo a chiamare per primo i soccorritori, poiché probabilmente si era reso conto delle gravi condizioni di sua figlia.

Ai medici, però, l'uomo non ha detto la verità e ha dichiarato che la bimba era caduta dalla scale. Ai sanitari la situazione è parsa abbastanza chiara fin dall'inizio e hanno capito che quei traumi e quelle contusioni non erano dovute ad un incidente domestico, bensì a violente percosse.

Genitori in attesa di giudizio

Attualmente, i genitori si trovano in carcere in attesa di giudizio. La vicenda ha letteralmente scioccato l'Argentina e tutti si chiedono come sia stato possibile che due genitori abbiano potuto togliere la vita a una loro creatura. Una violenza davvero efferata, su cui ora sicuramente faranno chiarezza le indagini degli investigatori. Anche il nostro Paese, ultimamente, è stato scosso da vicende simili, come ad esempio quanto successo a Milano nel febbraio scorso (seppur con modalità ed esiti differenti dal caso argentino): una donna picchiava sua figlia perché non voleva portare il velo. La donna, in quell'occasione, è stata arrestata: la figlia, sicuramente, porterà a lungo le conseguenze di quanto accaduto.