E' una brutta storia quella che giunge dal Canada e che vede protagonisti due nostri connazionali originari della provincia di Brindisi. Si tratta di una coppia, di cui per motivi di privacy e per la delicatezza dell'argomento non forniremo le generalità, che ha anche dei figli. Con gli stessi si sono trasferiti diversi anni fa, a causa di continue minacce da parte della criminalità organizzata locale, la Scu (Sacra Corona Unita). Lei è una donna che è cresciuta in una famiglia vicina a tali ambienti, mentre suo marito è stato un informatore delle forze dell'Ordine.

La vicenda di questa famiglia italiana è stata raccontata dal quotidiano The Guardian e poi ripresa da alcuni media locali, come la testata giornalistica Brindisi Report.

L'inizio dell'incubo nel 2012

Secondo quanto riferiscono i media internazionali, la coppia si è conosciuta nel 2009, ma è tre anni dopo, e precisamente nel 2012, che cominciano i problemi. In quell'occasione, il referente del marito della donna presso le forze dell'Ordine venne trasferito, per ragioni non meglio specificate in un'altra sede, ed è da qui che si aprì una vera e propria crepa sulla segretezza che avvolgeva la collaborazione dell'uomo con gli investigatori. A questo punto la criminalità organizzata, venuta a conoscenza dell'attività dell'uomo, cominciò con le intimidazioni.

Minacce che si facevano sempre più violente. In un primo momento il cane che i due avevano venne avvelenato, poi un loro figlio venne picchiato a scuola da un ragazzino che sarebbe appartenuto alla famiglia di un detenuto. A questo punto, capito il reale pericolo che correvano rimanendo nella loro terra natale la coppia, insieme ai figli, decise di trasferirsi al Nord Italia. Purtroppo questa fuga non portò a nulla di buono, in quanto la Scu riuscì a trovarli anche a centinaia di chilometri di distanza. Nel frattempo la loro famiglia si è allargata, ma adesso rischiano di essere espulsi dal Canada, in quanto già nel 2014 la loro domanda di asilo è stata respinta. La coppia ha dichiarato che è costretta a nascondersi e a camuffarsi per poter sfuggire in qualche modo alle minacce.

Hanno venduto tutto

I media locali della provincia di Brindisi, che citano quanto dichiarato dalla coppia al The Guardian, informano che la famiglia protagonista di questa assurda vicenda ha anche venduto tutti i suoi beni. Particolare poi sarebbe la situazione dei bambini, che risentirebbero in prima persona di quanto sta succedendo: i piccoli infatti soffrirebbero di sintomi da stress post-traumatico. Sulla vicenda non si sono fatte attendere le reazioni delle autorità italiane. La deputata, nonché componente della Commissione parlamentare antimafia, Piera Aiello, ha dichiarato che tali situazioni nel nostro Paese non sono assolutamente nuove. Secondo la Aiello c'è bisogno di testimoniare contro questi fenomeni, ma spesso chi lo fa poi non è adeguatamente protetto.