All'interno di un asilo di Caserta, tre religiose sono state condannate per maltrattamenti su bambini. Le tre religiose prestavano il loro servizio all'interno della scuola materna di San Marcellino ed erano tutte di origine straniera. La madre superiora italiana dell'istituto, è stata accusata di aver intralciato lo svolgimento delle indagini. Le donne erano state sospese dal loro ruolo durante lo scorso giugno, ma solo adesso il processo è arrivato alla sua fine.

La sentenza definitiva

Al termine del processo abbreviato contro le suore Anna Porrari, 76 anni con ruolo di madre superiora di Aquiloni, Josi Sapi 54 anni, Loyola Dionel 47 anni e Genovina Barete di origine indiana di 34 anni, tutte le religiose sono state condannate a due anni, anche se l'accusa aveva richiesto il doppio degli anni.

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Il Pm Francesco Persico aveva richiesto 4 anni per la superiora dell'istituto, mentre tre a testa per le restanti religiose.

Anna Porrari, nonostante non sia stata in prima persona responsabile delle ripercussioni suoi bambini, ha ottenuto la stessa pena delle altre suore perchè ha tentato di intralciare la giustizia, cercando di corrompere una delle madri dei bambini offrendole del denaro in cambio del suo silenzio. Josi, Loyola e Genovina sono state invece accusate di aver picchiato dei minori sulle loro parti intime.

Suore incriminate per ripercussioni sulle parti intime

In base a ciò che è emerso dal processo, le tre suore picchiavano i bambini dell'istituto Santa Teresa del Bambin Gesù in cui lavoravano, anche sulle parti intime. Le tre donne avevano rischiato anche gli arresti domiciliari. La superiora, per evitare delle possibili ripercussioni, quando scoprì dei maltrattamenti sui minori cercò di comprare il silenzio di una delle mamme, dicendole che questa storia sarebbe stata una vergogna anche per lei e che dunque era meglio che prendesse i soldi.

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A denunciare le suore ai carabinieri di San Marcellino sono stati cinque genitori di bambini. I piccoli, all'interno delle loro abitazioni, avevano manifestato dei disagi e alterazioni del proprio umore, che sono stati poi ricondotti alla brutta situazione che avevano vissuto all'interno della scuola. All'interno del posto sono state così installate delle telecamere, che hanno permesso di far emergere ciò che accadeva. In seguito, le mamme di altri 4 alunni hanno riconosciuto nei video pubblicati sui siti di informazione i loro figli.

I genitori delle vittime potranno adesso richiedere un risarcimento. L'istituto di San Marcellino sarebbe adesso stato messo in vendita.