Julian Assange è stato arrestato nella mattinata di oggi dagli uomini di Scotland Yard, penetrati nell'ambasciata dell'Ecuador dove godeva di asilo politico dal 2012. Una mattina convulsa quella vissuta a Londra e che sta avendo ripercussioni in tutto il mondo, la notizia è stata commentata subito sui social media, sia da intellettuali che politici ma anche dai tanti sostenitori di WikiLeaks. Proprio la stessa organizzazione internazionale ha pubblicato una nota dove dichiara illegale la revoca dell'asilo politico concesso al fondatore Assange, dallo stato dell'Ecuador.

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Arrestato a Londra Assange, la comunità di WikiLeakes insorge

La polizia di Londra, grazie a un mandato internazionale, ha tratto Julian Assange in arresto nell'ambasciata dell'Ecuador.

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Proprio lo stato che gli dava protezione da 7 anni ha deciso di revocare l'asilo politico, consegnandolo di fatto alle autorità internazionali. Alla luce dell'arresto di questa mattina la donna che in Svezia lo accusava di abusi sessuali, potrà chiedere presto di riaprire il caso, questo è quello che è trapelato dai media internazionali. Da ricordare che il caso svedese dei presunti abusi è già stato archiviato nel 2017 e tutto quel si può imputare ad Assange è la violazione del rilascio su cauzione.

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Politica

Questo arresto potrebbe avere, sul fondatore di WikiLeaks, ripercussioni ben più gravi, pende su di lui infatti un mandato dalla giustizia americana dal 2010.

La polizia inglese attendeva di poterlo arrestare sin dal 2012, quando, rifugiato nell'ambasciata ecuadoregna, ha da quel momento goduto di protezione. Era il 19 giugno 2012 e l'allora Presidente del piccolo stato Sudamericano Rafael Correa gli concesse protezione.

La vicenda giudiziaria di Assange ha un doppio percorso, perché gli fu data protezione per non essere estradato in Svezia a difendersi dalle accuse di un presunto stupro (caso ormai archiviato come detto), ma fatto correlato, questo arresto potrebbe portarlo negli USA davanti ai giudici.

Il fatto prominente nella vicenda di Assange è, più che affrontare l'accusa di stupro nell'ipotesi che venga riaperto il caso, che per alcuni è del tutto infondato e architettato ad hoc, quello di essere portato davanti a un tribunale americano.

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Come riporta Repubblica infatti la posizione di Assange è sotto inchiesta: "(...) del Grand Jury di Alexandria, in Virginia, per la pubblicazione dei documenti segreti del governo americano". Tale inchiesta fu avviata nel 2010 in seguito alla fuga di notizie riservate e assolutamente secretate dal governo e dall'intelligence americana. Ora il rischio che Assange venga estradato negli Usa è molto più che concreto.

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La CNN ha diffuso le immagini dell'arresto, dove si vede Assange esser portato via di peso dagli uomini di Scotland Yard, entrati in sette unità in borghese nell'ambasciata.

Le reazioni internazionali alla cattura

Sono diverse le reazioni pervenute da tutto il mondo politico. Per il Ministero degli Esteri del Cremlino: "L'arresto a Londra del fondatore di Wikileaks è un duro colpo alla democrazia". Lenin Moreno, Presidente dell'Ecuador, la decisione è stata sovrana e autonoma a seguito di: "Ripetute violazioni delle convenzioni internazionali e dei protocolli della vita quotidiana". Per il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, l'arresto di oggi è un duro colpo alla trasparenza e alla democrazia. Per il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt, nessuno è sopra la legge, ringraziando poi l'Ecuador per la decisione presa.

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