Momenti di panico quelli di questa mattina, intorno alle 8, in via Cadore a Milano, a qualche minuto dal centro. Un episodio che assume i connotati della spedizione punitiva, quello che ha visto coinvolto il 46enne Enzo Anghinelli, affiancato da due sicari in scooter e raggiunto da due proiettili alla testa, e che adesso lotta tra la vita e la morte. La frenesia mattutina di via Cadore, in piena Porta Romana, è stata spezzata dal rumore sordo di cinque o sei colpi d'arma da fuoco di grosso calibro. Orrore tra i presenti che hanno assistito alla scena.

Raggiunto da due proiettili alla testa durante un agguato, ora lotta fra la vita e la morte

Sono da poco passate le 8 quando Enzo Anghinelli, 46enne già noto alle forze dell'ordine per precedenti legati al possesso e al traffico di stupefacenti, è fermo al semaforo rosso a bordo della sua Ford Focus. Sembra che sia appena uscito da casa dal momento che, fanno sapere le forze dell'ordine, l'abitazione si trova a soli 8 minuti dal luogo della sparatoria.

Una zona non troppo caotica, quella tra via Cadore e via Bergamo. Alcune persone attendevano l'autobus alla fermata del 42, quando due uomini in scooter hanno affiancato la station wagon dell'uomo. I testimoni riferiscono che uno dei due avrebbe urlato "Sei pronto?", poi sarebbero stati esplosi cinque o sei colpi di arma da fuoco. Poi il silenzio.

Ad affacciarsi in strada per primi sono i clienti del caffè Clarissa, che hanno udito i colpi esplosi.

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Cronaca Nera

Un ragazzo si avvicina e nota il corpo dell'uomo ancora seduto e con il volto coperto di sangue, dunque allerta subito i soccorsi, che arrivano tempestivamente. L'uomo è condotto subito al Policlinico dove viene ricoverato in prognosi riservata, in condizioni molto gravi ma, fanno sapere i medici, senza aver mai perso conoscenza. L'uomo è attualmente in pericolo di vita.

L'agguato è probabilmente legato al traffico di stupefacenti, dati i precedenti della vittima

Subito dopo i soccorsi, la scena è passata agli agenti della polizia e alla squadra mobile, che hanno iniziato, insieme alla Scientifica, a scavare nella vita della vittima.

Sono saltati fuori, quindi, dei precedenti per i quali potrebbe essere plausibile un regolamento di conti da parte della malavita.

Nel novembre del 2007 Enzo Anghinelli era stato arrestato dai carabinieri, insieme ad altri tre, dopo essere stato trovato in possesso di ventisei chili di cocaina, molto probabilmente destinata ad essere venduta nei locali notturni. Nel 2012, poi, lo stesso Anghinelli era risultato appartenere ad un'associazione a delinquere con altre 44 persone, il cui scopo era l'importazione di cocaina dal Sudamerica.

Ad avvalorare l'ipotesi dell'esecuzione programmata, c'è il fatto che i sicari abbiano atteso che la vittima si trovasse in una strada più stretta, senza possibilità di svincolarsi.

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